Posts Tagged: Pink Floyd

La Telecaster Custom di Skylyro

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Qualche tempo fa nella chat di Whatsapp degli amici dal titolo esplicativo di “Muli Depilati”, Skylyro aveva postato delle foto del suo nuovo hobby: la liuteria.

Prendendo pezzi di strumenti qua e là e mettendoci tanto lavoro manuale e litri di sudore si era costruito il suo basso fatto in casa. Fissato di rugby almeno quanto di musica aveva inserito al posto del battipenna una palla ovale.

Il risultato, oltre che bello, era anche piacevole da suonare.

Sono bastati un paio di complimenti che, quando questa estate mi è venuto a trovare nella residenza estiva nello Stato Borromeo (lasciatemi sparare un po’ di pose ma il Lago Maggiore è uno dei posti più belli del mondo), si è presentato con una Telecaster custom totalmente lavorata a mano. Questa:

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The Endless River – La fine dei Pink Floyd

Pink Floyd Endless River

Da quando i Pink Floyd hanno annunciato di avere in preparazione un nuovo album una lunga serie di goccioline di sudore freddo hanno iniziato a scorrermi lungo la schiena.

Un album di inediti é qualcosa che resta per sempre nella discografia di un gruppo ed un uscita ad età così avanzata (quando in genere il pensiero “servono soldi per pagare le bollette” prevale su quello “rivoluzioniamo la musica”) potrebbe avere effetti devastanti sull’eredità del gruppo.

Ed anche quando il disco è uscito l’ho trovato così indefinibile che per un po’ sono rimasto indeciso se scriverci sopra un post oppure no.

Alla fine ho pensato: ma quando mi ricapita di poter scrivere su un disco dei Pink Floyd nuovo di zecca?

Ed ecco quindi 52 milionesima 200 mila e unesima (dati di Google) recensione di Endless River dei Pink Floyd!

Quasi completamente bianco (The Beatles e Pink Floyd)

Copertina white Album Beatles Pink Floyd

Qualche giorno fa, mentre scorrevo gli album della Saluzzi’s Home Record Collection in cerca di qualcosa da ascoltare (e su cui magari fare un post), mi sono accorto che quando qualche tempo fa parlai album con le copertine in bianco e nero mi sono dimenticato di due pezzi da novanta.

Forse perchè nella ricerca mi focalizzavo troppo sul colore nero senza fare caso a questi album quasi completamente bianchi, o forse perchè sono dischi così importanti che spesso finiscono per essere dimenticati (vai a capire i meandri della psicologia…).

Fatto sta che in questo blog non ho ancora mai parlato del White Album dei Beatles e di the Wall dei Pink Floyd.

Parlando di dischi solisti (di membri di Pink Floyd e Yes)

Wakeman - 6 mogli Costa

Diciamocelo, la vita di gruppo è stressante.

Sballottati di qua e di là per mesi senza una casa, senza un punto di riferimento, senza una famiglia.

Per non parlare delle registrazioni in studio: ogni cosa deve passare al vaglio degli altri e c’è sempre quel bassista sbruffoncello che vuole dire la sua;  d’altronde le cose più importanti le ha scritte lui…

E’ proprio dura!

La storia, però, parla chiaro, i casi di solisti che hanno lasciato un gruppo in attività per intraprendere una propria carriera migliore, o anche solo alla pari di quella del gruppo precedente, si contano su una mano.

Sting… Peter Gabriel… Paul McCartney… e non me ne vengono più in mente.

Per fortuna hanno inventato gli album solisti, una boccata d’aria fresca per il musicista stressato dalla quotidianità. Sto parlando di quegli album pubblicati da un musicista mentre il suo gruppo di riferimento è ancora attivo. Il concetto è spiegato bene qui.

In genere questi album non hanno alcuna pretesa commerciale, non sono un “dovere” nei confronti del pubblico e/o della casa discografica ma un vero e proprio sfogo per il musicista che, finalmente, può scrivere, arrangiare e registrare un album senza giudizi ed imposizioni dall’esterno, ma come gli piace.

E proprio per il fatto di essere solo un divertissement spesso sono delle vere e proprie chicche!

Spulciando nella SHRC, ne ho trovati abbatanza da farci un bel post sopra, tutti o quasi di membri di Pink Floyd e degli Yes (strano 🙂 ).

Ritratto di famiglia (Gong at Herrouville)

gong at herrouville

Una sera d’estate di 42 anni fa. Christian Tritsch, Kevin Ayers (con la scodella in testa), Gilli Smyth, Daevid Allen, Sam Wyatt, Pip Pyle (il patrigno di Sam) e Didier Malherbe

Qualche giorno fa nella sezione news del sito ufficiale dei Gong è apparsa questa foto del gruppo con Kevin Ayers ed il piccolo Sam Wyatt (figlio di Robert) accompagnata dalla seguente nota:

This wonderful photograph of Gong recently surfaced and has been around on the fleece-book. I thought it was high time to try and flesh it out a bit. It was taken by Robert Wyatt’s brother, photographer, Mark Ellidge, in the gardens of the Chateau d’Herrouville in the Val d’Oise, North East of Paris where ‘Camembert Electrique‘ was recorded. The Chateau later became famous as Elton John’s ‘Honky Chateau’, where both that album and his ‘Goodbye Yellow Brick Road’ were recorded. Among many other albums of note recorded at the Chateau’s studios were, Floyd’s ‘Obscured By Clouds‘, ‘The Slider’ by T Rex, Bowie’s ‘Pin Ups’ and Iggy Pop’s ‘The Idiot’.

Prede del Music Day (I Love PINK FLOYD!)

Cacciatore di Vinili, Music Day Roma

Sul post dedicato al Music Day, la fiera di vinili tenuta a Roma lo scorso settembre, avevo evitato di parlare dei dischi che avevo preso per non fare lo stesso errore già fatto nel post del viaggio in Olanda dove per dare importanza al contesto ho trascurato la musica.

In questo modo, invece, ho tutto il tempo di fare un bel pistolotto sui miei amati Pink Floyd arricchito da vivaci foto di vinili colorati.

Vale a dire un post sulle prede del Music Day Roma!!

Discografie alternative:The Man and the Journey dei Pink Floyd

Amsterdam 69 inside opt

Qualche giorno fa impazzavano nel web un po’ di articoli (questo ed alcuni post di questo blog) che si immaginavano una storia alternativa dei Pink Floyd dove Syd Barrett non si era bevuto il cervello ed era rimasto alla guida del gruppo.

Le sette vite di Careful with that axe EUGENE

english versionENGLISH VERSION

Non è un mistero che il periodo che va dall’uscita di Syd Barrett alla pubblicazione di Dark Side of the Moon sia il mio periodo dei Pink Floyd preferito, e quando mi si presenta l’occasione di ascoltare qualcosa che non avevo mai ascoltato prima mi ci butto a capofitto.

E’ quello che è successo qualche giorno fa con questo Bootleg:

Complete paradiso tapes - late show (front)

Complete paradiso tapes - late show (back)

Assieme all’analogo Paradiso Early Show, il CD contiene l’esibizione integrale dei Pink Floyd del 23 maggio 1968 al Paradiso di Amsterdam, due concerti tenuti a Roma nello stesso periodo e qualche outtakes della colonna sonora di More.

Vale a dire le più “antiche” registrazioni dei Pink Floyd dopo l’uscita di Syd Barrett dal gruppo.

Oltre ad una versione di 9 minuti di Let There Be More Light, brano dell’album A Saucerful of Secrets (che all’epoca non era ancora uscito) decisamente raro da ascoltare live, la cosa che mi ha incuriosito di questo CD è Keep Smiling People, pezzo a me totalmente ignoto della lunghezza di ben 11 minuti.

Dopo aver ascoltato il disco ho scoperto che Keep Smiling non è altro che una versione embrionale di Careful with that Axe Eugene.

E’ incredibile come appena scavi un attimo nella storia dei Pink Floyd di quel periodo esce fuori qualcosa che è una versione precedente o una versione alternativa di Careful.

Ho deciso, quindi, di dedicare questo post alle sette (proprio sette!) vite di Careful with that axe Eugene.

Nuovi Cimeli del Record Store Day 2013 (Nuda dei Garybaldi e Pink Floyd)

Record Store Day, Pink Floyd

Garybaldi vinyl cover

Così come già successo lo scorso anno, al post sul Record Store Day non può che seguire il post sul resoconto della giornata.

Atom in Rome: antropologia dei fan dei Pink Floyd

Pink Floyd Auditorium Conciliazione

I più attenti sapevano già l’argomento di questo post perché qualche giorno fa mi è partito PUBBLICA, invece di SALVA BOZZA.

Va beh… adesso comunque è noto a tutti che la scorsa settimana sono andato a vedere la replica di Atom in Rome all’Auditorium Conciliazione con mio fratello. Ed è stata una vera figata.

A dispetto del titolo, e di quello che mi aspettavo, lo spettacolo non prevedeva solo l’esecuzione dell’album Atom Heart Mother (di cui tra l’altro hanno fatto solo la suite e Summer 68) ma attingeva a piene mani agli album della loro “Tetralogia Commerciale” (ovvero gli album da The Dark Side of the Moon a The Wall).

Visto il repertorio della serata, quindi, lo stesso spettacolo si sarebbe potuto benissimo chiamare “The Wall in Rome”, “Dark Side in Rome” o, forse più correttamente, “Pink Floyd in Rome”.

Chiamandolo in questo modo, però, secondo me gli organizzatori hanno selezionato il tipo di fan dei Pink Floyd che è venuto a vedere lo spettacolo.

 

Dacci oggi il nostro Rock Quotidiano

 

Recensioni musica anni 90

Prendendo spunto da questo post ho deciso di pubblicare un tesoro ritrovato casualmente un paio di anni fa in un cd uscito fuori da un armadio durante un trasloco: Una serie di articoli di attualità musicale scritti da me medesimo fra il 1998 ed il 2000 ed all’epoca pubblicati da un giornalino locale.

Per presentarli ho scelto la forma del falso blog creandone uno ad hoc dal titolo Dacci oggi il nostro Rock Quotidiano che è online qui.