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Jimi Hendrix ed i Soft Machine: La fine?

Uncut Jimi Hendrix Soft Machine 1

In questo ultimo mese la vita reale ha avuto più bisogno di me del solito e mi ha costretto ad un periodo forzato di riflessione (o disintossicazione?) dal blog. Per non abbandonarlo del tutto, però, quando ho un attimo di tempo mi sto divertendo a rileggere ed aggiornare i post fatti finora.

Tra le varie cose ho aggiornato la saga del tour dei Soft Machine del 1968 negli USA insieme alla Jimi Hendrix Experience riscansionando il web alla ricerca di materiale nuovo.

Per chi l’aveva già letta credo che il risultato si veda. Per chi invece non l’ha ancora fatto, il restyling è un ottimo motivo per immergersi in uno dei tour più straordinari della storia della musica rock partendo da QUI.

Oltre a poster, articoli, foto e reperti nuovi che ho inserito nei relativi post, durante la ricerca ho trovato due cose che, non sapendo dove metterle, ho deciso pubblicarle qui per rendere questo post un post di parerga, ovvero digressioni di Schopenhaueriana memoria.

La cartella stampa

All’epoca il management aveva preparato una cartella stampa con le informazioni per i giornalisti ed i giornali dell’epoca che ho trovato in vendita su un sito di cimeli musicali.

Quella sera allo Speakeasy (Soft Machine & Jimi Hendrix 22 feb 1967)

Soft Machine play at Speakeasy

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I Soft Machine hanno mai suonato dal vivo con Jimi Hendrix oppure no? Se sì dove?

Internet in questo senso fa una grande confusione ma sembra che su una cosa siano tutto d’accordo: almeno una volta, il 22 febbraio 1967 Jimi Hendrix è salito sul palco dove stavano suonando i Soft Machine e, imbracciando il basso, ha iniziato una Jam session con loro.

Ma siamo certi?

Ricomincio da Third (dei Soft Machine)

La recensione del capolavoro dei Soft Machine Third

LP Robert Wyatt third soft machine

Questa combinazione fortunata di feste, ponti e fine settimana mi hanno lasciato finalmente un po’ di tempo da dedicare al blog che ultimamente stavo un po’ trascurando.

Dovendo ricominciare, ho deciso di farlo alla grande pubblicando alcune rielaborazioni fatte con GIMP di un album che a giusto titolo può essere definito il “Disco” della Saluzzi’s Home Record Collection: Third dei Soft Machine.

E’ lui o non è lui? (the Jimi Hendrix & Soft Machine fakes)

Soft machine, robert wyatt, jimi hendrix, speakeasy, london, 1967

Quella sera allo Speakeasy…

Jimi Hendrix feat. Robert Wyatt (& Soft Machine) Studio Recordings Guide – pt.2 (english versionENGLISH VERSION)

I pacchi del trasloco sono ancora lì dove li ho lasciati un paio di settimane fa ed i miei vinili sono ancora tutti belli ed imballati.

Approfitto quindi per concludere un discorso iniziato nel primo post del 2013, ovvero quello delle collaborazioni in studio tra Jimi Hendrix ed i Soft Machine.

The Soft Machine Conquers America (live in USA 1968)

Soft Machine & Jimi Hendrix live tour USA 1968 Robert Wyatt Kevin Ayers

Soft Machine & Jimi Hendrix Experience live recordings

Questo post è uno spin-off di quelli dedicati al tour che i Soft Machine hanno fatto negli Stati Uniti come gruppo spalla della Jimi Hendrix Experience (sono qui e qui) e tratta di quello che è rimasto oggi di quel tour.

Soft Machine – Architects of Space Time

Oggi un post dedicato ad un altro pezzo raro della mia Home Record Collection.

soft machine architects space time Vol. 1 & 2

Pataphysical Introduction to Soft Machine

College de Pataphysique, Ordre de la Grande Gidouille

Organigramma del Collegio di Patafisica e dell’Ordine della Grande Gidouille preso dal sito Patakosmos

La Patafisica è definita dal suo inventore, lo scrittore francese Alfred Jarry, come la

“scienza delle soluzioni immaginarie che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità”.

Anticipando i successivi Teatro dell’assurdo, Dadaismo e Surrealismo, la Patafisica è una corrente culturale che, utilizzando toni ironici ed assurdi, si proponeva di criticare la visione del mondo che abbiamo che spesso è condizionata dalle abitudini.

Jimi Hendrix & Soft Machine – Il Tour Estivo

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Una rarissima foto dei Soft Machine a 4 con Andy Summers

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Proseguiamo il racconto dell’avventura dei Soft Machine negli Stati Uniti come gruppo spalla della Jimi Hendrix Experience.

Arrivati alla fine di aprile del 1968 dopo nove settimane estenuanti di concerti in giro per il paese a bordo di un camioncino, e dopo aver registrato in fretta e furia ai Record Plant Studios di New York quello che sarà il loro primo album, il tour si ferma per un po’.

I Soft Machine tornano in patria ed ingaggiano l’ex chitarrista della Zoot Money’s Big Roll Band: Andy Summers.

Il futuro chitarrista dei Police inizierà una serie di prove con i Soft Machine che, in questo modo, tornano ad essere quartetto. Tra maggio e giugno la nuova formazione si esibirà anche in una manciata di concerti in Inghilterra e negli Stati Uniti (di cui purtroppo non esiste nessuna registrazione) fino a quando i quattro capirono che le cose da un punto di vista musicale non andavano e, la leggenda vuole che sia stato su pressione di Kevin Ayers, i Soft mandano via Summers e tornano nella formazione a tre.

 

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Un concerto a Detroit dei Soft Machine a 4 senza la Jimi Hendrix Experience

A fine luglio, dopo questa parentesi, il managment decide di rimettere insieme la “carovana” e di ripartire con il tour con la Jimi Hendrix Experience.

Jimi Hendrix & Soft Machine – Il Tour

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Jimi Hendrix Experience & Soft Machine

Foto di gruppo della fine ’67, inizi ’68. Sopra la Jimi Hendrix Experience, sotto Kevin Ayers col basco, Robert Wyatt e Mike Ratledge

 

Dato il grande successo della serie di rapporti tra i Pink Floyd e la scena di Canterbury (che finora ha avuto ben 46 visite di cui 44 mie, una di mio fratello ed una di un amico) ho deciso di iniziare un’altra saga dedicata ai rapporti tra i Soft Machine e Jimi Hendrix.

Hendrix ed i Soft Machine, infatti, hanno condiviso lo stesso managment che li ha fatti conoscere, collaborare diverse volte in studio e fare numerosi concerti assieme tra cui un lungo ed estenuante Tour negli USA nel 1968.

Questo primo post è dedicato proprio a quel tour ormai entrato nella leggenda.

l’UFO Club – Pink Floyd e Soft Machine

Dovendo cercare una foto dei Pink Floyd e dei Soft Machine ai tempi dell’UFO Club da mettere sullo scorso post mi sono imbattuto in una serie di manifesti bellissimi che hanno reso la scelta molto difficile.
Alla fine ho deciso di non metterne neanche uno e di dedicargli un post a parte.