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Fabrizio De Andrè – 5 rarità in Vinile

Rimini Fabrizio De Andrè rarità vinile

Quest’estate in occasione dei 40 anni dall’uscita dell’album Rimini di Fabrizio De André è stata pubblicata una nuova edizione in tiratura limitata in CD accompagnata da un libro di 80 pagine. La cosa che colpisce subito di questa edizione è la copertina, molto più bella di quella originale.

A pensarci bene, l’immaginario visuale di De Andre è abbastanza povero: il pezzo di casa di Creuza de Ma, un indiano, immagine familiare negli anni 60 e 70 ma che oggi non suscita nulla, una specie di pulcinella di bella fattura ma esteticamente bruttino dei Concerti, una lunga serie di immagini in primo piano o di tre quarti del nostro Fabrizio, anche queste spesso poco aggraziate, e poco altro.

Per rendere omaggio ad un cantautore che invece da un punto di vista musicale ha sfornato alcune tra le pagine più importanti della musica italiana, ho pensato di ravanare nella sua discografia alla ricerca di vinili perfetti da pubblicare e ne ho trovati almeno 5 con copertine molto belle e che (probabilmente) non hai mai visto.

Le copertine di dischi dei Maestri del Fumetto

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ovvero Ma il Fumetto è Vintage?

Dopo quello sugli anni ’80, un’altro dubbio amletico mi assale:

E’ una mia impressione o sulla scia del ritorno al vinile stanno tornando di moda anche i fumetti?

Le copertine degli album de Le Orme

copertine dischi le orme

E’ da un po’ di tempo che, senza dire niente a nessuno, sto sentendo e risentendo tutti gli album de Le Orme.

Su questo blog il gruppo veneto era già stato avvistato sulle sponde del Lago Maggiore ma all’epoca non mi ci sono fermato troppo. Qualche mese fa li ho riascoltati per caso nel bootleg Controcanzonissima dove suonano una versione strepitosa di Cemento Armato, che ricorda molto i Soft Machine del ’68, ed ho capito che era un gruppo che dovevo assolutamente approfondire.

E non mi sbagliavo.

Una cosa che mi ha sempre affascinato de Le Orme sono le copertine dei loro album, protagoniste dell’immaginario collettivo legato al Rock Progressivo Italiano. Ho pensato quindi di dedicare interamente un post a questo gruppo per parlare di un aspetto che ha contribuito non poco al successo del gruppo: per dirla all’inglese (che rende meglio) i loro Artwork.