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Archeologia della Musica Elettronica

Dall’alabarda spaziale all’I-Phone

Tomsni - Diving Space

Qualche tempo fa sono capitato su questa immagine di Djuno Tomsni, un artista ai tempi di Flickr.

L’immagine mi ha rievocato una sensazione legata agli anni 80 che avevo ben presente ma che avevo rimosso da diversi anni.

La fantascienza come genere, anche musicale, esisteva già da tempo, ma se lo “Space Rock” della fine degli anni ’60 ed inizi ’70 era quello di “Set the Controls for the Heart of the Sun” o di “Space Oddity”,  caratterizzati per lo più da oscillatori e da tematiche planetarie o spaziali, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, con l’avanzare della tecnologia, l’immaginario musicale fantascientifico si è infarcito di suoni sempre più elettronici.

Ed accanto all’esplosione della musica dance (la musica elettronica per eccellenza), in questo periodo sono usciti diversi album di transizione dove i temi spaziali e le tematiche robotiche si fondevano ai primi suoni elettronici ed a temi legati alla modernità creando pastrocchi “concettuali” tipici di quegli anni.

Più importanti per il loro valore “antropologico” che per quello musicale, alcuni album appartenenti a questo filone sono finiti, spesso per sbaglio, nella SHRC.

Questi:

Nick Mason’s Productions

Questo post continua la serie dedicata alle connessioni tra i Pink Floyd ed i gruppi della Scena di Canterbury. Se vi interessano le puntate precedenti le trovate nella Site Map del blog.

Le Produzioni di Nick Mason

Fra tutti i membri dei Pink Floyd, il batterista Nick Mason fu quello che più di tutti restò vicino ai suoi “amici di gioventù” della Scena di Canterbury. Oltre alle collaborazioni come musicista già viste nei precedenti post, Nick diede il suo personale contributo anche come produttore realizzando diversi ottimi dischi di musicisti canterburiani.

1974 Rock Bottom di Robert Wyatt

Robert Wyatt Nick Mason Producer Rock Bottom