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Caravan: In the Land of Grey and Pink

caravan in the land of grey and pink Fronte completo

Canterbury Scene for Dummies 4

Prosegue una delle saghe storiche del blog, iniziata nell’ormai lontano 2012, che cerca di tracciare un itinerario nella difficile ed insidiosa Scena di Canterbury passando per album di (relativamente) facile ascolto.

Questa è la volta di In the land of Grey and Pink dei Caravan.

Nati da una costola del gruppo adolescenziale Wilde Flowers, come tutti i gruppi canterburiani del resto, i Caravan sono uno dei protagonisti della Scena di Canterbury. A differenza dei “jazz-rock” Soft Machine e National Health o degli “psichedelici” Gong, però, loro sono stati sempre il gruppo più propriamente progressive della combriccola.

Album del 1972 – Quarant’anni e non sentirli

Happy birthday vinyl

Il post dedicato a Battiato terminava con una riflessione su quanto sia strana la logica dietro la celebrazione degli album che compiono gli anni che vorrei riprendere qui.
Se a qualcuno, infatti, viene riservato un pomposo cerimoniale che dura fino al piallamento totale degli attributi, per altri, magari altrettanto importanti, non c’è neanche il tempo di spendere due righe.

Canterbury Scene for Dummies

Canterbury Scene Dummies scena di canterbury

In genere il primo approccio con la musica dei gruppi di Canterbury è devastante. La reazione dopo aver ascoltato qualcosa è: “ma come si fa ad ascoltare sta roba!”.

Vogliamo fare una prova?

Anche un fagocitatore navigato di musica Prog che fa ascoltare Ummagumma dei Pink Floyd ai figli piccoli per farli addormentare potrebbe restare spiazzato.

Del resto è quello che è successo anche a me. Intorno ai 18 anni ho acquistato per caso una copia di Third dei Soft Machine ma dopo il primo ascolto l’ho abbandonato catalogando per anni la scena di Canterbury nella sezione: monnezza.

Da poco mi ci sono riavvicinato, incuriosito dalle insistenti critiche positive che lo definiscono come uno dei più importanti movimenti della musica di sempre. E dopo una resistenza iniziale ho iniziato a capirne la logica:

La musica dei gruppi canterburiani  deriva dal jazz e dalla musica classica sperimentale e stravolge i canoni della musica rock con i suoi tempi regolari e le sue linee melodiche “cantabili”.  Il risultato è quindi spesso “confusionario” e di difficile ascolto. Ma una volta entrati dentro, però, si capisce che ne è valsa la pena.

Vi ho incuriosito?