Posts Tagged: Hugh Hopper

Architetti al Triton

Soft machine

Sebbene per difendere questi vecchi padelloni neri (parlo di vinili, naturalmente) a volte devo prendere le parti dell’ “homo analogicus”, chi mi conosce bene sa che io sono tutt’altro che contrario alle nuove tecnologie ed al digitale in generale, anzi.

Quando poi riesco ad assaporare le potenzialità di Internet, come in questa storia, per qualche attimo mi sento un vero e proprio uomo del mio tempo.

Soft Machine – Architects of Space Time

Oggi un post dedicato ad un altro pezzo raro della mia Home Record Collection.

soft machine architects space time Vol. 1 & 2

Canterbury Scene for Dummies

Canterbury Scene Dummies scena di canterbury

In genere il primo approccio con la musica dei gruppi di Canterbury è devastante. La reazione dopo aver ascoltato qualcosa è: “ma come si fa ad ascoltare sta roba!”.

Vogliamo fare una prova?

Anche un fagocitatore navigato di musica Prog che fa ascoltare Ummagumma dei Pink Floyd ai figli piccoli per farli addormentare potrebbe restare spiazzato.

Del resto è quello che è successo anche a me. Intorno ai 18 anni ho acquistato per caso una copia di Third dei Soft Machine ma dopo il primo ascolto l’ho abbandonato catalogando per anni la scena di Canterbury nella sezione: monnezza.

Da poco mi ci sono riavvicinato, incuriosito dalle insistenti critiche positive che lo definiscono come uno dei più importanti movimenti della musica di sempre. E dopo una resistenza iniziale ho iniziato a capirne la logica:

La musica dei gruppi canterburiani  deriva dal jazz e dalla musica classica sperimentale e stravolge i canoni della musica rock con i suoi tempi regolari e le sue linee melodiche “cantabili”.  Il risultato è quindi spesso “confusionario” e di difficile ascolto. Ma una volta entrati dentro, però, si capisce che ne è valsa la pena.

Vi ho incuriosito?