Architetti al Triton

Soft machine

Sebbene per difendere questi vecchi padelloni neri (parlo di vinili, naturalmente) a volte devo prendere le parti dell’ “homo analogicus”, chi mi conosce bene sa che io sono tutt’altro che contrario alle nuove tecnologie ed al digitale in generale, anzi.

Quando poi riesco ad assaporare le potenzialità di Internet, come in questa storia, per qualche attimo mi sento un vero e proprio uomo del mio tempo.

Oltre un anno fa ho scritto questo post su Architect of Space Time, una riedizione francese dei primi due album dei Soft Machine autografati dal bassista, oggi purtroppo scomparso, Hugh Hopper.

Nel post, oltre a fare un’analisi sull’autenticità dell’autografo, citavo anche il venditore del disco, Marc Sarrazy, anche lui a sua volta musicista jazz francese.

All’epoca non gli avevo detto niente. A distanza di più di un anno, però, l’ha scoperto da solo ed ha trovato la cosa fantastica.

Nel suo commento della scorsa domenica notte, visibile sul post, oltre a confermarmi che l’autografo è autentico, aggiunge che la data del concerto dove è stato fatto non era quella di settembre 2002, come riportato nel post precedente, ma quella del 30 maggio 2003.

Ne era sicuro perchè nel frattempo aveva ritrovato delle foto scattate quella sera da lui stesso su cui era scritta la data e che mi avrebbe inviato se gli mandavo la mail.

Ed eccole qua:

BexDeanCouleur300503

Elton Dean e Emmanuel Bex

Bex et Dean a les tritonales

In questa foto Bex ha un non so che di Franco Franchi

Hugh Hopper Paris 2003 Les lilas

La buonanima di Hugh Hopper poco prima di firmare il mio autografo

Il concerto in questione non differisce molto da quello di cui parlavo nell’altro post.

In occasione dell’evento di punta del locale, il festival di “Musiques Progressives” Les Tritonales, infatti, i gestori del Lilas hanno voluto replicare i concerti del settembre dell’anno precedente:

stesso gruppo (l’ensemble jazz Collectif Polysons che, con l’aggiunta dei Soft Machine Hopper e Dean ed il tastierista Emmanuel Bex, si è ribattezzato Polysoft), stessa location ( Il Triton di Lilas, alla periferia di Parigi) e molto simile deve essere stata anche la scaletta dei brani.

Quella sera è stato presentato anche il loro nuovo CD “Tribute to Soft Machine”, registrato proprio in quel locale l’anno prima.

Architets of Space Time Inside1

Il commento di Marc mi ha dato la possibilità di riprendere in mano il disco e di rinfrescare l’opinione che avevo un anno fa e che è rimasta intatta: l’album è stato un ottimo acquisto. Il packaging è sensazionale (in questo ai francesi non gli puoi dire niente) ed i due album sono quanto di meglio la Macchina Soffice sia riuscita a fare.

Credo proprio che passerò un paio di ore a rileggermi gli inserti e ad ascoltare buona musica 🙂

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Del concerto della sera prima ho trovato diverse foto in questa pagina.

Se Soft Machine Vol. 1 e Vol. 2 non mi bastano, mi sparo anche Third.

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