Chances Are – Bob Marley, il re della Soul Music!

Chances Are Bob Marley Front

Recentemente ho visto in Tv il film-documentario Marley che mi ha fatto tornare la voglia di ascoltare un po’ di Bob.

Spulciando nella SHRC ho trovato questo disco pseudo-ufficiale uscito nel 1981 ma contenente brani registrati tra il 1968 e il 1972, ovvero prima del successo “internazionale” di Bob Marley.

A differenza delle centinaia di raccolte di quel periodo, però, Chances Are contiene brani particolari che lo rendono un disco unico nella produzione del musicista giamaicano.

Prima di diventare famoso in tutto il mondo, Marley e i suoi Wailers avevano già inciso centinaia di brani in Giamaica. I primi per l’etichetta Studio One, tantissimi altri con gli Upsetters e Lee Scratch Perry… Ma questo lo sanno tutti.

Meno noto, invece, è che subito prima di essere scritturato dalla Islands (la casa discografica che gli diede la notorietà mondiale), tra la fine degli anni 60 e l’inizio dei 70 l’artista giamaicano aveva già tentato la strada del successo in occidente grazie al cantante Johnny Nash ed al produttore Danny Sims.

Questo disco raccoglie alcuni di questi primi tentativi (falliti) di scalata dei tetti del mondo.

La prima chicca dell’album è la presenza di alcuni brani registrati a casa di Jimmy Norman, un cantautore americano che in quel periodo ebbe contatti con Bob Marley.

Traduco da Wikipedia inglese:

“Nel 1968 Norman fu visitato da un giovane Bob Marley nel suo appartamento nel Bronx. In quel periodo Norman aveva scritto una serie di canzoni per Johnny Nash, la cui casa discografica aveva appena scritturato Marley, e così Marley gli fece visita per saperne qualcosa in più sul Rhythm and Blues.
Assieme a Al Pyfrom, il co-autore dei brani di Norman, e la moglie di Marley, Rita, il gruppo passò alcuni giorni a registrare una jam session che fu immortalata in un nastro della durata di 24 minuti dove Marley suonava diverse canzoni della coppia Norman-Pyfrom’s.
In accordo con Roger Steffens, archivista Reggae, il nastro, sepolto per decenni tra le registrazioni di Norman, è una rarità in quanto Marley è influenzato dalla pop music più che dal reggae ed è una testimonianza della carriera di Marley quando ancora stava cercando la sua strada.
Qualcuna tra le canzoni di questa jam session degli esordi fu pubblicata nell’album Chances Are.”

I brani in questione sono Gonna Get You e Stay With Me, che in realtà sono più reggae di altri presenti nel disco ma che invece che parlare di Trenchtown o Zion, vedono Marley cantare storie d’amore in Maine ed in Messico. :)

L’album prosegue con tre “vecchi” brani giamaicani reincisi per la JAD Records, la casa discografica di Nash e Sims, da intenedersi come possibili singoli per il mercato americano (Soul Rebel, Mellow Mood e I’m Hurting Inside) e la bellissima title-track Chances Are, una ballata voce e chitarra scritta proprio in questo periodo e mai piú riproposta, che non sfigurerebbe accanto a brani “melodici” più famosi come Time Will Tell o Turn Your Lights Down Low.

Ma il vero tesoro di quest’album è Reggae on Broadway, che apre il disco e fa il paio con Dance Do the Reggae, la prima canzone del lato B.

E’ ancora Johnny Nash che nel 1972, per accaparrarsi il pubblico nero statunitense, pensa di registrare dei brani reggae fortemente influenzati dal Soul e dalla Disco, presentando Bob come una specie di James Brown esotico. Le chitarre in levare sono quasi impercettibili coperte dai fiati e dalle ritmiche “dance” che la fanno da padrona. Una cosa unica.

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I tentativi della JAD fallirono ma Nash non si rassegnò ed invitò Marley ad una tournée europea assieme a lui. Fu in quel periodo che Chris Blackwell, patron della Island, entrò in scena.

Avendolo notato, organizzò un incontro con Danny Sims, Marley e gli altri Wailers dove gli spiegò la sua idea di fare di loro un gruppo rock, e non uno di black music, e si disse pronto ad anticipare seduta stante 4000 sterline per avere un album da pubblicare con la sua casa discografica.

Il gruppo prese i soldi e scappò in Giamaica ma gli Wailers erano uomini di parola e dopo qualche settimana tornarono a Londra con un demo che avrebbe cambiato la storia della musica:

il demo di Catch a Fire.

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I dati del disco:

Chances Are Bob Marley on Bus 1Bob Marley – Chances Are

Brani registrati tra il 1968 ed il 1972
 
Lato A:
  1. “Reggae on Broadway”
  2. “Gonna Get You”
  3. “Chances Are”
  4. “Soul Rebel”

 

Lato B:
  1. “Dance Do the Reggae”
  2. “Mellow Mood”
  3. “Stay With Me”
  4. “I’m Hurting Inside”

Tutti i testi sono di Bob Marley tranne A2 by Jimmy Norman & Al Pyfrom; B3 by Jimmy Briggs & Steve Creech (così dicono le note di copertina, anche se sia Wikipedia che Discogs dicono che anche questo brano è della coppia Norman/Pyfrom).

Titolo: Chances Are – Artista: Bob Marley – Etichetta/N. serie: WEA Musik GmbH ‎– K 99183 – Formato: Vinyl, LP – Paese: UK – Anno: 1981 (originale) – Data di acquisto: 2 settembre 2011 – Prezzo: GBP 1,99 – Venditore: Privato del Norfolk su Ebay.

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4 Comments

  1. Rispondi
    Eraldo Grosso 11 Maggio, 2014

    Lo stesso Album io c’è l’ho in cd acquistato nel 1992

  2. Rispondi
    SHRC 13 Maggio, 2014

    sì… Chances Are è uscito anche in CD in Francia e in Germania alla fine degli anni ’80. Non è mai stato ristampato però come si deve.
    Aspettiamo una Deluxe Edition remasterizzata 🙂

  3. Rispondi
    Eraldo Grosso 5 Luglio, 2016

    Una deluxe edition non s potrà avere in quanto Chances are e’ uscito pstumo nel 1981 in vinile remasterizzato in cd penso che se ci fosse stata qualche traccia omessa come vedi Exodus oppure Burnin ma ne caso di Chances are la cosa è esclusa appunto perché non ci sono in origine tracce omesse anche perché appunto gia cosi e una raccolta su brani che Bob Marley aveva scartato tra il 1968 ed il 1972

    • Rispondi
      SHRC 5 Luglio, 2016

      Se è per questo hanno da poco fatto una deluxe edition di Legend, che era un’altra raccolta. Tra l’altro il materiale inedito di Bob Marley è così tanto che avrebbe anche un senso un’operazione del genere. Se non ricordo male qualche anno fa girava una cassetta con l’intera session americana con Norman di cui si parla nell’articolo.

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