Posts in Category: Storie di Musica

David Gilmour’s Rattle That Lock: La recensione

Gilmour Rattle That Lock

Ultimamente non riesco a stare dietro a internet e ho bisogno di tempi infinitamente più lunghi per ascoltare un disco, capire se mi piace e scrivere qualcosa.

Mi sembrava però di fare un torto a questo blog – che è sicuramente un tributo alla musica in vinile ma che fin dal suo primo post ha sempre parlato spesso e volentieri dei Pink Floyd – non scrivendo due parole sul nuovo lavoro solista di David Gilmour uscito un mesetto fa.

Quindi eccoci qua:

Lo scorso 18 luglio è uscito a sorpresa su tutte le radio del pianeta RATTLE THAT LOCK, il nuovo singolo di David Gilmour.

Il brano è di impatto ed ha un suo perché: la voce, la chitarra e il modo tipico di comporre del chitarrista Floydiano si muovono su una base pop-rock alla Santana degli anni 2000, o alla Zucchero se volete. Il singolo è accompagnato dall’annuncio dell’uscita di lì a poco di un album omonimo e da un affascinante video animato in bianco e nero di tipo “messianico” con disegni che sono una via di mezzo tra le illustrazioni del Paradiso di Dante di Gustave Dorè e Sin City.

Che questo album non fosse una bufala (come altri pubblicati recentemente dalla cricca Gilmour & Co.) ma che ci fosse vera sostanza, si è capito agli inizi di settembre quando è uscito un secondo singolo: Today.

King Crimson: La storia nelle copertine di PJ Crook

Saluzzi'sHRC on King Crimson cover by PJ Crook

L’uscita del nuovo album dei King Crimson, il Live at the Orpheum di cui ho già parlato QUI, mi ha dato modo di rimestare nella discografia del gruppo di Fripp e soci ed una cosa che mi ha colpito è il numero impressionante di copertine disegnate dall’artista Pamela June Crook.

Pittrice dal curriculum internazionale, nonchè amica personale di Robert Fripp e consorte, la Crook nel 1997 realizza la copertina di Epitaph, cofanetto ormai celebre contenente concerti dei primissimi King Crimson, quelli di In the Court of the Crimson King. L’esperimento evidentemente funziona e così tra il 1997 ed il 2003 (e sporadicamente anche dopo) l’accoppiata King Crimson/PJ Crook danno alle stampe più di venti album.

PJ Crook PainterCome ogni fan del gruppo sa, Robert Fripp ha sempre avuto una preoccupazione maniacale di immortalare qualsiasi suono prodotto dai King Crimson e a partire dagli anni ’90 ha iniziato a pubblicare una lunga serie di album con materiale vecchio e nuovo, inizialmente denominati “King Crimson Collectors’ Club”, ovvero edizioni speciali riservate agli iscritti al Crimson FanClub, poi resi accessibili a tutti.

Questi album hanno trasformato la discografia dei King Crimson in un qualcosa di spaventosamente vasto (ad oggi Discogs conta 112 album ufficiali) e molto simile ad un film di Quentin Tarantino.

Seguendo le uscite per data di pubblicazione, infatti, ci si trova continuamente a fare dei viaggi spazio-temporali in un arco di 45 anni. Per questo motivo la Crook, pur avendo collaborato effettivamente solo per un decennio con il gruppo, ha illustrato copertine di album che abbracciano tutta la loro carriera.

Da qui l’idea di questo post di ripercorrere la storia dei King Crimson attraverso le copertine degli album disegnate da JP Crook.

Caravan: In the Land of Grey and Pink

caravan in the land of grey and pink Fronte completo

Canterbury Scene for Dummies 4

Prosegue una delle saghe storiche del blog, iniziata nell’ormai lontano 2012, che cerca di tracciare un itinerario nella difficile ed insidiosa Scena di Canterbury passando per album di (relativamente) facile ascolto.

Questa è la volta di In the land of Grey and Pink dei Caravan.

Nati da una costola del gruppo adolescenziale Wilde Flowers, come tutti i gruppi canterburiani del resto, i Caravan sono uno dei protagonisti della Scena di Canterbury. A differenza dei “jazz-rock” Soft Machine e National Health o degli “psichedelici” Gong, però, loro sono stati sempre il gruppo più propriamente progressive della combriccola.

Litfiba: Terremoto Tour

Tetralogia Live 2015

Dopo il successo di Trilogia 1983-1989 live 2013, l’album live dei Litfiba che documenta il mini tour dello scorso anno in cui il gruppo ha riproposto integralmente la Trilogia del Potere (vale a dire i primi tre album della Band, quelli degli anni ’80) Piero, Ghigo ed i Litfiba superstiti bissano l’esperimento ed il prossimo 15 gennaio 2015 proseguono la loro fase “revival” risuonando live la Tetralogia degli Elementi, ovvero i 4 album successivi, usciti negli anni ’90, ognuno dei quali dedicato ad uno dei quattro elementi che nel medioevo si ritenevano alla base del mondo fisico:

il Fuoco (El Diablo), la Terra (Terremoto), l’Aria (Spirito) e l’Acqua (Mondi Sommersi)

Assieme ai concerti (ancora in via di definizione) è stata già annunciata l’uscita di un cofanetto comprendente i quattro album ed un DVD speciale con video ed interviste del tour di Terremoto.

Non nascondo che sono curioso di vedere il DVD dato che quelli di Terremoto sono stati i MIEI Litfiba e quel tour non me lo sarei perso per niente al mondo:

Biglietto Litfiba Terremoto tour

The Endless River – La fine dei Pink Floyd

Pink Floyd Endless River

Da quando i Pink Floyd hanno annunciato di avere in preparazione un nuovo album una lunga serie di goccioline di sudore freddo hanno iniziato a scorrermi lungo la schiena.

Un album di inediti é qualcosa che resta per sempre nella discografia di un gruppo ed un uscita ad età così avanzata (quando in genere il pensiero “servono soldi per pagare le bollette” prevale su quello “rivoluzioniamo la musica”) potrebbe avere effetti devastanti sull’eredità del gruppo.

Ed anche quando il disco è uscito l’ho trovato così indefinibile che per un po’ sono rimasto indeciso se scriverci sopra un post oppure no.

Alla fine ho pensato: ma quando mi ricapita di poter scrivere su un disco dei Pink Floyd nuovo di zecca?

Ed ecco quindi 52 milionesima 200 mila e unesima (dati di Google) recensione di Endless River dei Pink Floyd!

Jimi Hendrix ed i Soft Machine: La fine?

Uncut Jimi Hendrix Soft Machine 1

In questo ultimo mese la vita reale ha avuto più bisogno di me del solito e mi ha costretto ad un periodo forzato di riflessione (o disintossicazione?) dal blog. Per non abbandonarlo del tutto, però, quando ho un attimo di tempo mi sto divertendo a rileggere ed aggiornare i post fatti finora.

Tra le varie cose ho aggiornato la saga del tour dei Soft Machine del 1968 negli USA insieme alla Jimi Hendrix Experience riscansionando il web alla ricerca di materiale nuovo.

Per chi l’aveva già letta credo che il risultato si veda. Per chi invece non l’ha ancora fatto, il restyling è un ottimo motivo per immergersi in uno dei tour più straordinari della storia della musica rock partendo da QUI.

Oltre a poster, articoli, foto e reperti nuovi che ho inserito nei relativi post, durante la ricerca ho trovato due cose che, non sapendo dove metterle, ho deciso pubblicarle qui per rendere questo post un post di parerga, ovvero digressioni di Schopenhaueriana memoria.

La cartella stampa

All’epoca il management aveva preparato una cartella stampa con le informazioni per i giornalisti ed i giornali dell’epoca che ho trovato in vendita su un sito di cimeli musicali.

Musicisti nell’ombra: Gian Piero Reverberi

Gian Piero Reverberi for SHRCDalla ricerca sui King Crimson da cui è nato il post su Mel Collins ho imparato che esistono dei musicisti che hanno fatto la storia della musica pur restando lontani dalle luci della ribalta.

Da allora sono sempre molto attento quando mi ritrovo lo stesso nome in contesti diversi perchè musicisti di questo tipo, che potremmo definire “musicisti in ombra”, sono sempre in agguato.

E’ così che qualche tempo fa mi sono imbattuto in quello che ho scoperto essere il re dei “musicisti in ombra” della musica italiana: GIAN PIERO REVERBERI.

Vero e proprio creatore della musica leggera italiana, Reverberi ha collaborato con centinaia di artisti ed ha contribuito a scrivere, arrangiare o correggere un numero impressionante di album e di canzoni, anche molto famosi.

Non credo di esagerare dicendo che ciascuno di noi, a sua insaputa, almeno una volta nella vita ha cantato sotto la doccia una canzone in cui c’era lo zampino dell’autore genovese.

Non ci credete?

Leggete questo post!

Chances Are – Bob Marley, il re della Soul Music!

Chances Are Bob Marley Front

Recentemente ho visto in Tv il film-documentario Marley che mi ha fatto tornare la voglia di ascoltare un po’ di Bob.

Spulciando nella SHRC ho trovato questo disco pseudo-ufficiale uscito nel 1981 ma contenente brani registrati tra il 1968 e il 1972, ovvero prima del successo “internazionale” di Bob Marley.

A differenza delle centinaia di raccolte di quel periodo, però, Chances Are contiene brani particolari che lo rendono un disco unico nella produzione del musicista giamaicano.

Le copertine di dischi dei Maestri del Fumetto

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ovvero Ma il Fumetto è Vintage?

Dopo quello sugli anni ’80, un’altro dubbio amletico mi assale:

E’ una mia impressione o sulla scia del ritorno al vinile stanno tornando di moda anche i fumetti?

Con chi ha suonato Mel Collins?

Lizard Signed Mel CollinsOPT

Inizialmente questo post era dedicato ad uno degli ultimi arrivi della Saluzzi’sHRC: Lizard dei King Crimson autografata dal sassofonista del gruppo MEL COLLINS.

Raccontare la storia dietro gli autografi dei dischi della mia collezione è ormai un classico per cui pensavo di cavarmela con poco, soprattutto dopo aver ricevuto una mail particolarmente succulenta da parte del tizio che me l’ha venduto:

“ciao, Mel Collins l’ho incontrato 2 volte, una al Naima di Forlì una decina di anni fa’ assieme ai 21th Century Schizoid Band ed un’altra un paio di anni fa’ a Veruno assieme agli Arti e Mestieri e a David Cross… Questo me l’ha firmato al Naima. Se ti interessa l’anno preciso dimmelo.. anche se non lo ricordo con Google faccio presto perchè so’ di certo che esiste un cd live ufficiale dei 21th Schizoid Band registrato proprio a Forlì (e son venuti solo quella volta). ciao a presto! John.”

Parlava del Live in Italy, registrato dalla band di ex membri dei King Crimson al Naima Club di Forlì il 25 marzo 2003.

Avevo materiale per un post bello pregno quando per caso sono finito su questa pubblicità:

Dire Straits legends in Tour

Un minitour italiano dei Dire Straits Legends, una band di membri fondatori dei Dire Straits.
Tra cui Mel Collins.

Mel Collins?

Che ci fa uno che ha suonato in Lizard ed Islands dei King Crimson tra i fondatori dei Dire Straits?

Approfondendo ne ho scoperto veramente delle belle!