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David Gilmour’s Rattle That Lock: La recensione

Gilmour Rattle That Lock

Ultimamente non riesco a stare dietro a internet e ho bisogno di tempi infinitamente più lunghi per ascoltare un disco, capire se mi piace e scrivere qualcosa.

Mi sembrava però di fare un torto a questo blog – che è sicuramente un tributo alla musica in vinile ma che fin dal suo primo post ha sempre parlato spesso e volentieri dei Pink Floyd – non scrivendo due parole sul nuovo lavoro solista di David Gilmour uscito un mesetto fa.

Quindi eccoci qua:

Lo scorso 18 luglio è uscito a sorpresa su tutte le radio del pianeta RATTLE THAT LOCK, il nuovo singolo di David Gilmour.

Il brano è di impatto ed ha un suo perché: la voce, la chitarra e il modo tipico di comporre del chitarrista Floydiano si muovono su una base pop-rock alla Santana degli anni 2000, o alla Zucchero se volete. Il singolo è accompagnato dall’annuncio dell’uscita di lì a poco di un album omonimo e da un affascinante video animato in bianco e nero di tipo “messianico” con disegni che sono una via di mezzo tra le illustrazioni del Paradiso di Dante di Gustave Dorè e Sin City.

Che questo album non fosse una bufala (come altri pubblicati recentemente dalla cricca Gilmour & Co.) ma che ci fosse vera sostanza, si è capito agli inizi di settembre quando è uscito un secondo singolo: Today.

The Endless River – La fine dei Pink Floyd

Pink Floyd Endless River

Da quando i Pink Floyd hanno annunciato di avere in preparazione un nuovo album una lunga serie di goccioline di sudore freddo hanno iniziato a scorrermi lungo la schiena.

Un album di inediti é qualcosa che resta per sempre nella discografia di un gruppo ed un uscita ad età così avanzata (quando in genere il pensiero “servono soldi per pagare le bollette” prevale su quello “rivoluzioniamo la musica”) potrebbe avere effetti devastanti sull’eredità del gruppo.

Ed anche quando il disco è uscito l’ho trovato così indefinibile che per un po’ sono rimasto indeciso se scriverci sopra un post oppure no.

Alla fine ho pensato: ma quando mi ricapita di poter scrivere su un disco dei Pink Floyd nuovo di zecca?

Ed ecco quindi 52 milionesima 200 mila e unesima (dati di Google) recensione di Endless River dei Pink Floyd!

Parlando di dischi solisti (di membri di Pink Floyd e Yes)

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Diciamocelo, la vita di gruppo è stressante.

Sballottati di qua e di là per mesi senza una casa, senza un punto di riferimento, senza una famiglia.

Per non parlare delle registrazioni in studio: ogni cosa deve passare al vaglio degli altri e c’è sempre quel bassista sbruffoncello che vuole dire la sua;  d’altronde le cose più importanti le ha scritte lui…

E’ proprio dura!

La storia, però, parla chiaro, i casi di solisti che hanno lasciato un gruppo in attività per intraprendere una propria carriera migliore, o anche solo alla pari di quella del gruppo precedente, si contano su una mano.

Sting… Peter Gabriel… Paul McCartney… e non me ne vengono più in mente.

Per fortuna hanno inventato gli album solisti, una boccata d’aria fresca per il musicista stressato dalla quotidianità. Sto parlando di quegli album pubblicati da un musicista mentre il suo gruppo di riferimento è ancora attivo. Il concetto è spiegato bene qui.

In genere questi album non hanno alcuna pretesa commerciale, non sono un “dovere” nei confronti del pubblico e/o della casa discografica ma un vero e proprio sfogo per il musicista che, finalmente, può scrivere, arrangiare e registrare un album senza giudizi ed imposizioni dall’esterno, ma come gli piace.

E proprio per il fatto di essere solo un divertissement spesso sono delle vere e proprie chicche!

Spulciando nella SHRC, ne ho trovati abbatanza da farci un bel post sopra, tutti o quasi di membri di Pink Floyd e degli Yes (strano 🙂 ).

David Gilmour & Robert Wyatt

David Gilmour Robert Wyatt

Pink Floyd & Canterbury: Gli anni 2000

In occasione dell’uscita del primo post di SHRC dopo il cinquantesimo, ho trovato questa notizia che mi da la possibilità di riprendere il tema trattato nel primo post in assoluto del blog: le connessioni tra i Pink Floyd e la scena di Canterbury.

La notizia è il rilascio, a partire dal 19 novembre 2012, di un’app per smartphone contenente il concerto di David Gilmour già uscito qualche anno fa in DVD con il titolo David Gilmour In Concert.

La cosa in se non è molto entusiasmante (nessuno ha spiegato a Gilmour che esiste Youtube dove è possibile vedere lo stesso concerto gratis ad una qualità che per gli schermi di iphone – ipad vari è più che sufficiente); quel concerto, però,contiene una versione di Comfortably Numb mooolto interessante. Questa qui: