David Gilmour & Robert Wyatt

David Gilmour Robert Wyatt

Pink Floyd & Canterbury: Gli anni 2000

In occasione dell’uscita del primo post di SHRC dopo il cinquantesimo, ho trovato questa notizia che mi da la possibilità di riprendere il tema trattato nel primo post in assoluto del blog: le connessioni tra i Pink Floyd e la scena di Canterbury.

La notizia è il rilascio, a partire dal 19 novembre 2012, di un’app per smartphone contenente il concerto di David Gilmour già uscito qualche anno fa in DVD con il titolo David Gilmour In Concert.

La cosa in se non è molto entusiasmante (nessuno ha spiegato a Gilmour che esiste Youtube dove è possibile vedere lo stesso concerto gratis ad una qualità che per gli schermi di iphone – ipad vari è più che sufficiente); quel concerto, però,contiene una versione di Comfortably Numb mooolto interessante. Questa qui:

 

Trovare un Robert Wyatt invecchiato, seduto ai bordi del palco, con occhiali e testo alla mano cantare la strofa di Comfortably Numb con la stessa dolce inespressività con cui un babbo natale da centro commerciale racconta favole a bambini parcheggiati lì dai genitori non ha prezzo.

Le carriere di Robert Wyatt e David Gilmour tra l’altro non si erano mai incrociate fino ad allora. Ai tempi dell’UFO Club, infatti, nei Pink Floyd c’era ancora Syd Barrett, mentre nelle collaborazioni successive i due, pur conoscendosi, non avevano mai fatto nulla insieme.

Il concerto è del giugno 2001 ed è stato suonato nell’ambito del Meltdown, interessante festival di musica inglese dove ogni anno viene affidata la direzione artistica ad una stella della musica che ha il compito di mettere in scena la sua visione dello stato dell’arte musicale.

Nel 2001 il festival è curato proprio da Robert Wyatt che, accanto alla nostrana (e sottovalutata) Cristina Donà ed all’inedito duo Elvis Costello e Brett Anderson (quello degli Suede), invita anche David Gilmour che si esibisce nel concerto contenuto nell’App in questione.

David Gilmour – On an Island

David Gilmour Robert Wyatt

Qualche anno dopo la scena si ripete.

Gilmour pubblica il suo terzo album solista, l’intimista e delicato “On an Island“, e ricambia l’invito a Wyatt il quale suona la tromba, le percussioni e canta nel brano “Then I Close My Eyes“.

In occasione del tour dell’album, l’ex chitarrista dei Floyd suona per 3 sere consecutive alla Royal Albert Hall di Londra (29, 30 e 31 Maggio 2006). Durante quelle date Wyatt accompagna Gilmour in Then I Close My Eyes suonando la tromba.

 

Anche in quel caso il concerto fu registrato e fatto uscire in DVD con il titolo Remember that Night – Live at Royal Albert Hall, in realtà molto simile al precedente.

David Gilmour Live Remember that Night(15)

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Con questa storia credo di aver concluso il lungo viaggio tra le connessioni tra i Pink Floyd e la Scena di Canterbury iniziato assieme a questo blog.

Nella musica, però, vale sempre il detto “mai dire mai”.

Se alcuni protagonisti come Syd Barrett, Hugh Hopper, Rick Wright e Pierre Moerlen ci hanno lasciato, infatti, altri tra cui gli stessi Gilmour e Wyatt, Roger Waters, Daevid Allen, Kevin Ayers, Nick Mason, Steve Hillage ed il silenzioso Mike Ratledge sono ancora vivi e vegeti e, sebbene musicalmente abbiano ormai detto quello che avevano da dire, forse avranno ancora occasioni in futuro per collaborare tra loro.

Occasioni tipo questa:

Il 10 maggio 2007 al Barbican, locale cool di Londra e sede della London Symphony Orchestra, viene organizzato un concerto-tributo in onore di Syd Barrett scomparso l’anno precedente.

Alla serata, chiamata Madcap’s Last Laugh, oltre a vari musicisti annunciati tra cui Kevin Ayers, partecipano a sorpresa i 4 Floyd. Su Youtube un video amatoriale riprende il finale di serata dove tutti gli artisti cantano insieme Bike, l’ultima risata del diamante pazzo:

 

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Pink Floyd e la Scena di Canterbury – La Saga

INDICE COMPLETO

Cap.1 – Il Glissando dei Gong

Cap.2 – Collaborazioni in Studio

Cap.3 – L’incidente di Robert

Cap.4 – Le produzioni di Nick Mason

Cap.5 – Gli anni 2000: David Gilmour & Robert Wyatt

Appendice 1 – I Soft Machine e Pink Floyd all’Ufo Club

Appendice 2 – Singing a Song in the Morning (The Complete Ayers/Barrett Studio Sessions)

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3 Comments

  1. Rispondi
    allelimo 26 novembre, 2012

    Robert Wyatt è sicuramente tra i miei primi dieci artisti preferiti: un mito.
    Ma questa versione, che avevo già visto, è veramente imbarazzante.
    O non ha avuto il tempo di imparare il pezzo, o non ne ha avuta voglia perchè non gli piaceva, o forse non aveva mai sentito il pezzo dei Pink Floyd, o che ne so.
    Ma ‘sta roba qui poteva veramente risparmiarsela: una esibizione che non ha senso per i fan dei Pink Floyd, che non hanno idea di chi sia il vecchietto sulla sedia a rotelle che non conosce la canzone che sta cantando, e credo nemmeno per i fan di Wyatt, che lo vedono spaesato e alle prese con qualcosa che probabilmente non gli piace fare.
    Ripeto: imbarazzante. Purtroppo.

  2. Rispondi
    saluzzishrc 26 novembre, 2012

    Il post ha un taglio “storico” e questo è quello che è successo negli anni 2000, nel bene e nel male.
    Detto questo, la performance di Wyatt non è molto lontano da quello che mi sarei aspettato da uno che trent’anni prima, all’apice della sua carriera, sul palco faceva cose così: http://www.youtube.com/watch?v=T5ivg0cDBgo
    Detto anche questo voglio bene a Robert Wyatt come se fosse mio nonno quindi sono disposto a passargli questo e molto altro 🙂

  3. Rispondi
    allelimo 27 novembre, 2012

    Provo a dirlo meglio: ci sono poche persone che siano meno fan dei Pink Floyd di me, e in particolare del periodo di “The Wall”.
    Ci sono poche persone che sono più fan di me di Robert Wyatt, del quale mi piace più o meno tutto quello che ha fatto.
    Eppure sentirlo cantare così male questa canzone da fastidio a me; riesco a malapena a immaginare il fastidio che possa provocare a un fan dei Pink Floyd che non sappia chi sia Wyatt.
    🙂

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