Pink Floyd e la Scena di Canterbury

 

Soft+Machine Third opt

 

Da fan della prima ora dei Pink Floyd dovendo cercare un punto di partenza per un blog dedicato alla cosiddetta “Scena di Canterbury” la scelta non poteva che ricadere sugli intrecci e sulle connessioni che questi musicisti hanno avuto e continuano ad avere con il gruppo di the Dark Side of the Moon.

Nella Londra degli anni ’60, infatti, i Soft Machine (il gruppo canterburiano più significativo) ed i Pink Floyd di Syd Barrett sono due gruppi cult della scena underground e suonano negli stessi locali: l’UFO Club ed il Roundhouse.

La scaletta dei concerti del 1967 riportati sulla pagina di Wikipedia dell’UFO Club conferma che i due gruppi erano degli habituer del locale.

Questa vicinanza farà nascerà un rapporto di amicizia e di collaborazioni che durerà a lungo.

La materia è vastissima per cui devo necessariamente suddividerla in diversi post.

Questo primo capitolo racconta l’influenza che Syd Barrett, primitivo leader dei Pink Floyd ha avuto su uno dei protagonisti della Scena di Canterbury: Daevid Allen.


Il “Glissando” dei Gong

Chiunque conosce i Gong sa che il “marchio di fabbrica” del loro Space Rock (come viene, forse superficialmente, definito dalla critica) è formato dalle voci spaziali di Gilli Smith e dalla chitarra “Glissando” di Daevid Allen.

Pochi sanno che, per sua stessa ammissione, il glissando è una tecnica che Allen ha visto e appreso proprio da Syd Barrett.

La leggenda vuole che l’illuminazione avvenne il 29 aprile 1967, giorno del leggendario “14 hour Technicolor Dream“, concerto organizzato all’Alexandra Palace al Nord di Londra per raccogliere fondi per il giornale International Times (i fan dei Pink Floyd hanno visto il concerto nel film “Tonite Let’s All Make Love in London” o nella ristampa più recente “London ’66 – ’67”).

 

Pink Floyd scena canterbury

Il manifesto ufficiale del 14 hours Technicolor Dream

Soft Machine technicolor dream

L’unica foto di quel concerto dei Soft Machine che ho trovato

I Soft Machine furono tra le band che vi presero parte con un Daevid Allen in grande forma che si presentò sul palco con un casco da minatore con la luce accesa.

Verso le 4 del mattino suonarono anche i Pink Floyd e fu lì che Daevid, vedendo Syd Barrett, si interessò seriamente alla tecnica Glissando (conosciuta anche come slide guitar), che consiste nel far scivolare un pezzo levigato di metallo, in gergo chiamato Bottleneck, sulle corde, su e giù, in modo da produrre un flusso continuo di suono.

Le reazioni di Allen furono di stupore.

Nell’introduzione dell’edizione italiana del libro sulla trilogia del “Radio Gnome Invisible” pubblicato da Stampa Alternativa nel 1981, diceva:

“mi ricordo i Pink Floyd: wow” […] “fu allora che ‘partii’ veramente, quando cominciai a vedere cosa si sarebbe potuto fare con questo sistema. Io non sapevo come farlo ma ne rimasi completamente sbalordito”.

Vernon Fitch, un fan dei Pink Floyd e della scena di Canterbury autore di diversi libri e fanzine, racconta che negli anni ’80 chiese personalmente al chitarrista dei Gong dove avesse appreso a suonare la sua fantastica tecnica Glissando e si sentì rispondere che fu Syd Barrett ad insegnarglielo.

Più che una lezione privata in cui Barrett insegnò i rudimenti dello slide allo scolaretto, penso che Daevid Allen si riferisse proprio all’episodio del concerto al 14 hour.

Resta il fatto che il futuro chitarrista dei Gong con il tempo imparò molto bene questa tecnica che continuò ad utilizzare per tutta la sua carriera.

Ancora nel 2006 (quasi 40 anni dopo), durante una reunion delle varie derivazioni dei Gong chiamata The Gong Unconvention, Daevid Allen assieme ad altri 8 chitarristi diedero vita ad una performance di un’ora basata su una singola nota sostenuta. Il nome dell’ensemble? “Glissando Orchestrae” naturalmente.

"Pink

Altre volte Allen non nascose la sua devozione per i Pink Floyd e per il suo chitarrista:

All’interno della copertina del primo album dei Gong “Magick Brother“, uscito nel 1970, ad esempio, Daevid Allen disegna un enorme affresco nonsense dove, nella sua lingua da sballati, riporta i credits del disco ed i ringraziamenti. Tra le altre cose scrive: “Whispering in the Ears of a silent Gong were Terry O’Really, Thelonius Sphere, The Oft So Machine, T. Lipp Brahmananda, Le Plink Floy, Bach, the Switch Doctor, Mr Mingus,  M. Satie, Captain Capricorn, Loren & The Duke, YEP”.

Gong first lp daevid allen pink floyd

La dedica è sulla destra, poco sopra le due teste in basso. (clicca per ingrandire)

Sempre Vernon Fitch, poi, dice che durante il tour del 1980 che seguì l’uscita di “Death of Rock”, un album cupo che celebrava, appunto, la fine del Rock, Daevid Allen aveva ancora parole di stima per Barrett chiudendo il brano che da il titolo al disco con le parole: “Goodnight Syd Barrett, his mad cap put out his light.”

Questa stima (che vedremo che sarà reciproca) e questa amicizia tra i membri dei due gruppi portò alla realizzazione di alcuni piccoli capolavori in studio.

Capolavori che vedremo nel PROSSIMO CAPITOLO.


Alcuni link per approfondire:

– L’unica pagina che ho trovato, oltre a questi post, che parla del rapporto tra i Pink Floyd e la scena di Canterbury.
Post di questo blog edicato all’album dei Pink Floyd “Tonite let’s all make love in London” con la registrazione del loro concerto al 14 hour Technicolor Dream
Minisito interamente dedicato alla 14 hours technicolor dream.
– Se vi è piaciuto il disegno di Magick Brother, in questa pagina trovate la bibliografia dei Gong. Molti dei libri sono stati scansionati e sono visibili gratuitamente. Con un po’ di pazienza si scoprono delle vere e proprie chicche.


Pink Floyd e la Scena di Canterbury – La Saga

INDICE COMPLETO

Cap.1 – Il Glissando dei Gong

Cap.2 – Collaborazioni in Studio

Cap.3 – L’incidente di Robert

Cap.4 – Le produzioni di Nick Mason

Cap.5 – Gli anni 2000: David Gilmour & Robert Wyatt

Appendice 1 – I Soft Machine e Pink Floyd all’Ufo Club

Appendice 2 – Singing a Song in the Morning (The Complete Ayers/Barrett Studio Sessions)

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10 Comments

  1. Rispondi

    […] cercare una foto dei Pink Floyd e dei Soft Machine ai tempi dell’UFO Club da mettere sullo scorso post mi sono imbattuto in una serie di manifesti bellissimi che hanno reso la scelta molto difficile. […]

  2. Rispondi

    […] connessioni e collaborazioni tra i Pink Floyd e la Scena di Canterbury. I primi due sono visibili qui (quello sul Glissando dei Gong) e qui (quello dei manifesti dell’Ufo […]

  3. Rispondi

    […] che ripercorre le collaborazioni tra il gruppo di The Wall ed i gruppi della Scena di Canterbury (qui, qui e qui le puntate precedenti) ed oggi affronteremo un argomento […]

  4. Rispondi

    […] Cap. 1: Il Glissando dei Gong […]

  5. Rispondi

    […] è una stampa promozionale del 1991 del concerto dei Pink al 14 Hours Technicolor Dream, la serata organizzata dai gestori dell’UFO Club per il salvataggio della rivista underground […]

  6. Rispondi

    […] Pink Floyd e la Scena di Canterbury – altra serie di post dedicati alla scena di […]

  7. Rispondi

    […] 29/30 aprile: 14-Hour Technicolor Dream (at the Alexandra Palace). Ne abbiamo parlato nello scorso post. […]

  8. Rispondi

    […] il primo post dedicato al Glissando dei Gong ed una divagazione sull’Ufo Club, questo post prosegue la saga […]

  9. Rispondi
    stefano 3 Ottobre, 2018

    salve
    ho letto da qualche parte che Daevid Allen.chiese a Syd,escluso dai pink floyd,
    di unirsi alla sua band .
    e’vero? oppure ricordo male

  10. Rispondi
    SHRC 3 Ottobre, 2018

    Ciao Stefano è la prima volta che sento questa cosa e se fosse vera sarebbe grandiosa.
    I rapporti con Syd Barrett non finirono qui, i Soft Machine suonarono nell’album Madcap Laughs e Syd stesso suonò in un brano in studio di Kevin Ayers (tutte queste cose le trovi in questo qui: https://www.saluzzishrc.com/blog/2012/03/pink-floyd-scena-canterbury-in-studio/) ma contatti tra Allen e Barrett successivi mi risultano nuovi.
    Se ne riesci a sapere qualcosa in più condividilo che aggiorno il post.
    Ciao.

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