Il peggior album dei Pink Floyd di sempre

14 hours Technicolor dream peggior album dei pink floyd

Mentre cercavo gli LP da fotografare per il post sull’Allagamento della Ricordi, mi è capitato fra le mani questo disco che ogni volta mi dimentico.

Titolo: Tonite let’s all make love in London… plus

Artista: Pink Floyd – Etichetta/N. serie: See For Miles Records Ltd. – SEA 4 – Formato: Vinyl, LP, Mono – Paese: UK – Anno: 1991 (registrato nel 1967 al 14 hours technicolor dream) – Data di acquisto – Prezzo – Venditore: Non mi ricordo!!!

Swingin London Psichedelia peggior album dei pink floyd

L’Lp è una stampa promozionale del 1991 del concerto dei Pink al 14 Hours Technicolor Dream, la serata organizzata dai gestori dell’UFO Club per il salvataggio della rivista underground IT e che fu uno degli eventi cardine della psichedelia londinese dell’epoca.

I Pink Floyd, quelli di Syd Barrett, suonarono verso le 4 del mattino dopo essersi esibiti quella stessa sera in Olanda ed aver fatto il viaggio di ritorno con il loro furgoncino.

L’album, oltre ad Interstellar Overdrive ed una lunga improvvisazione passata alla storia con il nome di Nick’s Boogie), contiene due interviste all’artista pop David Hockney ed all’attore Lee Marvin, entrambi presenti all’evento.

Diciamoci la verità, al di là della grafica accattivante e della valenza documentaria della registrazione, mi duole dire che l’album fa abbastanza cagare. E lo dice uno che dei Pink ha apprezzato anche lo sbattere delle tazzine da thè che i 4 bevevano sul palco durante le rappresentazioni di “The Man and the Journey”.

La registrazione è presa da un filmato originale quindi non brilla in qualità, senza contare che quando hanno suonato i Pink Floyd erano già più di dieci ore che tutti all’Alexandra Palace stavano assumendo qualsiasi tipo di droga e questa fattanza collettiva ha influito in qualche modo sull’esibizione.

Mettiamoci anche che con il passare degli anni (anche le mie orecchie stanno invecchiando purtroppo!!) faccio sempre più fatica a reggere la musica psichedelica estrema.

Parlando di fatti miei, un altro primato dell’album è quello di essere l’unico di cui non riesco a ricordare come diavolo sia finito nella mia Home Record Collection!

Anzi, facendo mente locale sono finito in un paradosso temporale.

Storicamente, infatti, in casa mia il passaggio da Vinile a CD è avvenuto in maniera abbastanza rapida tra il 1990 ed il 1991. A quel tempo però non ascoltavo i Pink Floyd (che sono stato l’amore della mia adolescenza, diciamo dal 1994-1995). Calcolando che il disco è lì da un bel po’ e che devo averlo acquistato io per forza (ero l’unico Saluzzi fan di Syd Barrett) mi sembra davvero strano questo vuoto di memoria. Boh!

Nonostante tutto, oggi è un giorno di gloria per quest’album che vince il premio di “Peggior album pseudoufficiale dei Pink Floyd di sempre”.

Ora che ha vinto può tornarsene più fiero accanto agli altri album dei Pink.

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Il primo post in assoluto di questo Blog parlava anche del 14 Hour Tenchicolor Dream

Altre cose interessanti sui Pink Floyd sono qui.

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3 Comments

  1. Rispondi
    alanstix 30 Maggio, 2012

    Reblogged this on Pinkfloydiana.

  2. Rispondi

    […] londinese dell’epoca (quello che i fan dei Pink Floyd hanno visto nel film “Tonite Let’s All Make Love in London” o nella ristampa più recente “London ’66 – ’67″). Il manifesto […]

  3. Rispondi

    […] londinese dell’epoca (quello che i fan dei Pink Floyd hanno visto nel film “Tonite Let’s All Make Love in London” o nella ristampa più recente “London ’66 – ’67″). Il manifesto […]

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