Musicisti nell’ombra: Gian Piero Reverberi

Gian Piero Reverberi for SHRCDalla ricerca sui King Crimson da cui è nato il post su Mel Collins ho imparato che esistono dei musicisti che hanno fatto la storia della musica pur restando lontani dalle luci della ribalta.

Da allora sono sempre molto attento quando mi ritrovo lo stesso nome in contesti diversi perchè musicisti di questo tipo, che potremmo definire “musicisti in ombra”, sono sempre in agguato.

E’ così che qualche tempo fa mi sono imbattuto in quello che ho scoperto essere il re dei “musicisti in ombra” della musica italiana: GIAN PIERO REVERBERI.

Vero e proprio creatore della musica leggera italiana, Reverberi ha collaborato con centinaia di artisti ed ha contribuito a scrivere, arrangiare o correggere un numero impressionante di album e di canzoni, anche molto famosi.

Non credo di esagerare dicendo che ciascuno di noi, a sua insaputa, almeno una volta nella vita ha cantato sotto la doccia una canzone in cui c’era lo zampino dell’autore genovese.

Non ci credete?

Leggete questo post!

Gli esordi – I primi anni ’60

Negli anni ’60, non esistendo ancora i “gruppi musicali” come li intendiamo oggi, le case discografiche si affidarono ad arrangiatori provenienti dalla musica classica per creare le basi musicali e per dirigere l’orchestra.

E’ in questa veste di arrangiatore che Gian Piero Reverberi (compositore e pianista di conservatorio) entra nella musica pop, grazie anche a suo fratello Gianfranco che in quel periodo aveva intrapreso la carriera di produttore musicale.

L’esordio per Reverberi come arrangiatore avviene nel 1960 quando musica ed arrangia il singolo La gatta/Io vivo nella luna di Gino Paoli. Sempre quell’anno per Paoli arrangia i singoli Il cielo in una stanza/Però ti voglio beneSassi/Maschere.

Nei primi anni ’60 scrive ed arrangia, spesso insieme al fratello Gianfranco, anche per Enzo Jannacci e Giorgio Gaber (che all’epoca si esibivano come un duo dal nome I due corsari) scrivendo Corsari scozzesi, Ehi!.. Stella, 24 Ore, Birra (canzone nota ancora oggi per una pubblicità di una birra, appunto) e Perchè non con me.

Nel ’66 prende parte al disco di Lucio Dalla 1999 prodotto dal fratello Ginfranco scrivendo il brano Lei e dirigendo l’orchestra in Lei, L’ora di piangere e Pafff… Bum!

L’anno successivo prende parte a due album di un amico di Dalla, Luigi Tenco Ti ricorderai di Me e Se Stasera Sono Qui, entrambi del 1967 dove è accreditato come Direttore d’orchestra in sei brani per ciascun album.

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Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andrè e Gian Piero Reverberi in studio

Fabrizio De Andrè e Gian Piero Reverberi in studio

Il salto di qualità Reverberi lo fa assieme a Fabrizio De Andrè con cui collabora tra il 1968 ed il 1978 lavorando a vario titolo almeno a 5 album.

Faber nelle note di copertina de La buona novella scrive del suo rapporto con il musicista:

Da qualche parte troverete scritto “a cura di”, o “arrangiamenti di” e qualche altra doverosa e professionale gratitudine stampata da una macchina disperata, senza amici.
Io ho degli amici: […] Giampiero Reverberi, che ancora una volta ha saputo vestire di musica la mia consueta balbuzie melodica […].
(P.s. tra gli amici che De Andrè ringrazia nel disco ci sono anche Franco Mussida-chitarra, Flavio Pontremoli-organo, Mauro Pagani-flauto del complesso “I Quelli”. Capito di chi si tratta?)

Entrando nel dettaglio, ma questo vale per tutti i dischi almeno fino al 1980, c’è da dire che, spesso per questioni legate a diritti d’autore e a contratti con altre case discografiche, i crediti riportati nei dischi non sono attendibili al 100% per cui è difficile stilare una discografia completa. A questo va aggiunto anche che il fratello di Reverberi, Gianfranco, lavorava nello stesso ambiente e a volte non è affatto facile distinguere chi sia dei due quando un brano viene accreditato a “G. Reverberi” o semplicemente a “Reverberi”.

Premesse doverose a parte, ho trovato il nostro citato nelle note dei seguenti album:

Tutti morimmo a stento (1968) Gian Piero Reverberi è accreditato come Direttore dell’orchestra (il fratello Gianfranco è citato come produttore dell’album);
Vol. 3 (1968) sempre come Direttore dell’orchestra (anche qui Gianfranco Reverberi è presentato come produttore e curatore del visual);
La buona novella (1970) accreditato come arrangiatore (come già detto nell’album compaiono i Quelli, che diventeranno la PFM);
Nei successivi Non al denaro, non all’amore nè al cielo (1971) e Storia di un impiegato (1973) il suo posto viene preso da Nicola Pagani. Torna invece in Canzoni (1974) dove si occupa di “Arrangiamento e direzione d’orchestra”;
in Vol. 8, scritto quasi tutto con De Gregori, non c’è mentre è presente in Rimini (1978), album scritto a quattro mani con Massimo Bubola in cui si legge: “archi arrangiati e diretti da Gian Piero Reverberi”

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Lucio Battisti

Nello stesso periodo in cui partecipava ad alcuni tra i capolavori assoluti della musica italiana insieme a De Andrè, Reverberi ne scriveva, arrangiava e suonava altri con Lucio Battisti. Anche in questo caso a diverso titolo, è accreditato in ben 6 album del cantautore reatino:

Lucio Battisti – 1° Omonimo (1969): conduce l’orchestra in Un’avventura e Non è francesca;
Emozioni (1970): conduce l’orchestra in Emozioni, Non è francesca e Anna;
Salta il successivo Amore non amore (registrato con l’aiuto dei soliti I Quelli) per tornare in Vol. 4 (1971) dove dirige l’orchestra in Pensieri e Parole e Insieme a te sto bene (nota: discogs dice anche in io vivrò ma sull’etichetta del disco la conduzione del brano è accreditata a Mariano Detto);
Con gli album successivi il ruolo di Gian Piero Reverberi, finora limitato alla direzione dell’orchestra in qualche brano, si amplia:
In Umanamente Uomo (1972) fa parte del gruppo in qualità di “ascolto in regia ed archi” e presente nei credits finali del disco “arrangiato da Lucio Battisti e Gian Piero Reverberi – Orchestra, fiati e cori diretti da Gian Piero Reverberi”
Anche ne Il mio canto libero (1972) è nel gruppo (tamburello e pianoforte, organo e minimoog in Gente per bene e gente per male) e nei credits: “Arrangiato da Lucio Battisti e Gian Piero Reverberi. Orchestra, fiati e cori diretti da Gian Piero Reverberi.”
Il nostro caro angelo (1973) idem come sopra: nel gruppo: “pianoforte elettrico, sintetizzatore, archi elettronici, percussioni” e nei credits “Prodotto e arrangiato da Lucio Battisti con la collaborazione di Gian Piero Reverberi”

Da Anima Latina, l’album Prog di Battisti, le strade dei due artisti si separano per sempre. Ma non per una avversione dell’arrangiatore alla musica progressive, anzi.

Sempre in quegli anni, infatti, sembra incredibile ma Reverberi ha il tempo anche di dare un impulso decisivo alla nascita del Prog Italiano ed alla formazione del suo “sound”.

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Le Orme e gli altri gruppi Progressive

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Reverberi (quello tagliato sulla destra) e Le Orme in studio

Il primo approccio con il movimento che qualche tempo dopo avrebbe dato vita alla musica Progressive Reverberi lo ha nella sua Genova nel 1968 quando, assieme a Fabrizio de Andrè, produce Senza orario e senza bandiera, il primo concept-album della storia della musica italiana pubblicato dai New Trolls, album nel quale dirige anche l’orchestra.

Reverberi produce anche il successivo album omonimo New Trolls del 1970 per poi interrompere la collaborazione.

Nel 1971, mentre il gruppo di Di Palo e De Scalzi si affidava ad un altro musicista in ombra, il grande Luis Bacalov, per realizzare quello che secondo me è il loro capolavoro, il Concerto Grosso (di cui ho già parlato in questo post), Reverberi iniziava una nuova collaborazione con un altro gruppo, Le Orme producendo quello che unanimamente è considerato il primo album progressive italiano: Collage delle Orme.

A partire da quell’album, anch’esso una vecchia conoscenza dei lettori del blog, inizia un’altra collaborazione di ferro per Reverberi che nei successivi 8 anni farà fare un salto di qualità non indifferente al gruppo creando alcuni tra i momenti migliori della scena prog italiana.

Le collaborazioni:

Collage (1971): sul retro dell’album “produzione Gian Piero Reverberi”
Uomo di Pezza (1972): oltre alla produzione, suona il piano nel primo brano Una dolcezza nuova e si occupa del mixaggio dell’album: “Missaggi effettuati da Davide Marinone e Gian Piero Reverberi nei giorni 17 e 18 Aprile 1972”
Felona e Sorona (1973): Prodotto da Gian Piero Reverberi
Contrappunti (1974): produttore dell’album, tecnico del suono insieme a Davide Marinone, autore del brano “Contrappunti” insieme a Pagliuca e Tagliapietra e quarto membro del gruppo al Pianoforte
In concerto (1974) dal libretto: “Rimissaggio eseguito negli studi Phonogram il 12 e 13 febbraio 1974 da Gian Piero Reverberi e Davide Marinone” “Produzione di Gian Piero Reverberi”.
Smogmagica (1975): “Produzione Reverberi s.r.l.”
Non è presente nei successivi Verità nascoste e Storia o leggenda ma torna nel controverso album Florian (1979) – “tecnico del suono : Gian Piero Reverberi” – Missato allo studio Marcadet Parigi da George Granier e Gian Piero Reverberi – Produzione artistica: Gian Piero Reverberi e le Orme.

I ricordi di Tony Pagliuca, tastierista della band presi da qui:

Nel 1969 i provini delle prime nostre canzoni erano sul tavolo e noi pronti per registrare, ma per fare un buon LP ci sarebbe voluto un buon produttore artistico. Conoscemmo Reverberi attraverso la canzone Visioni dei New Trolls, che ci aveva colpito per la sua brillante sonorità…
Collage, Uomo di pezza, Felona e Sorona, Contrappunti , Smogmagica, Florian, Sera e Canzone d’amore, tutti questi lavori sono stati fatti con Gianpiero Reverberi.
Reverberi era molto esigente e giusto. Lui la musica la voleva pura e se il materiale non era di pregio ci rimandava indietro. Solo quando era pienamente convinto egli si ritirava nella sua casa a Genova per scrivere le parti per la registrazione. Reverberi eccellente pianista, non lesinava poi dall’intervenire in studio in alcune parti obbligate. 

Sempre in quel periodo produce anche l’album omonimo dei Duello Madre, bellissmo album minore di una delle stagioni più fruttuose della nostra musica.

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Gli Anni ’80: Rondò Veneziano

lucio-dalla_lucio-dallaTra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli 80 Reverberi era ormai un produttore richiestissimo.
Tra i lavori di questo periodo la partecipazione al capolavoro omonimo di Lucio Dalla del ’78 (Archi arrangiati e diretti da Gian Piero Reverberi per “Anna e Marco”, “Tango”, “Notte” e “L’anno che verrà”), e poi produzioni ed arrangiamenti per Ivan Graziani (Omonimo del 1983 e Nove del 1984), Dario Baldan Bembo (Omonimo del 1979, Arrangiato da Dario Baldan Bembo e Gian Piero Reverberi ed i testi di Giorgio Faletti), Nicola Di Bari (Omonimo 1977) Umberto Balsamo (Malgrado Tutto…L’Angelo Azzurro – 1977) e poi la italo-disco della Baby Records di Albano e Romina (Felicità – 1982), Ricchi e poveri (Voulez vous dancer – 1983).

E’ propio assieme a Freddy Naggiar, patron della Baby Records, che alla fine degli anni ’70 il nostro ha un’intuizione geniale, quella di sposare la musica barocca alle basi ritmiche pop.

Da questa intuizione è nato Rondò Veneziano, creatura concepita, realizzata, composta, diretta e suonata dal solo Gian Piero Reverberi.

Reverberi Rondò Veneziano SHRC

Al di là dell’aspetto commerciale del progetto, l’utilizzo della musica classica e la fusione con quella “pop” che Reverberi fa nel Rondò Veneziano è sostanzialmente originale ed in breve diventa un marchio di fabbrica famoso in tutto il mondo.

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…and so on

Mi fermo qui anche se l’elenco potrebbe essere ancora lungo.

Oltre ad una discreta discografia solista e una ventina di colonne sonore, Reverberi ha collaborato anche con Mina, Ricky Gianco, i Nomadi, Pupo, Milva e Ornella Vanoni, Eros Ramazzotti, gli Alunni del Sole, Jimmy Fontana

Chiudo con due curiosità internazionali: dato il suo essere onnipresente, il nostro compare anche su alcuni brani grazie all’effetto domino “cover di cover” in cui un artista fa una cover di un brano che era già una cover oppure campiona un pezzo proveniente da altrove.

Per questa ragione Reverberi è accreditato nei brano Crazy di Nelly Furtado e nell’ultimo album di Eminem The Marshall Mathers LP 2.

Una cosa normale per una pietra miliare della musica italiana come Gian Piero Reverberi a cui, con questo post, spero di aver dato un minimo della gloria che si merita.

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Sul web ho trovato questa intervista molto interessante

Il primo post di questo blog dedicato ad un musicista in ombra: Mel Collins

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6 Comments

  1. Rispondi
    Marco 23 Marzo, 2014

    Reverberi l’onnipresente. Incredibile! Comunque post fatto molto bene, bravo. Ciao.

    • Rispondi
      SHRC 23 Marzo, 2014

      Ciao Marco, visto che roba!
      Grazie per i complimenti; questi sono i post più lunghi da preparare perchè parlando di un “musicista in ombra”, appunto, se cerchi su google escono cose molto frammentarie e spesso fuorvianti. Anche trovare le foto è stata un’impresa. A posteriori, però, sono i post che mi danno più soddisfazione 🙂

  2. Rispondi
    Nick 26 Marzo, 2014

    Comunque la risposta all’indovinello sulle note di copertina di De André é: La PFM.
    ciao

    • Rispondi
      SHRC 26 Marzo, 2014

      Ciao Nick.
      La risposta è giusta ma sono così abituato a lanciare degli interrogativi che poi restano puntualmente senza risposta che mi ero quasi dimenticato dell'”indovinello”.
      Dovrei mandrti un premio 🙂

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