
In questi ultimi tempi la parola “maranza” è passata tristemente agli onori della cronaca.
Come fanno notare i più attenti, il termine non è nuovo ma già in uso negli anni ’80 come sinonimo di “tamarro” o “coatto”. L’articolo di Zanichelli, come quello dell’Accademia della Crusca, citano come prima attestazione del termine una canzone di Jovanotti intitolata Il Capo della Banda uscita, a detta loro, nel 1988.
A parte che la canzone è contenuta nell’album La Mia Moto, che è del 1989, ma quella comunque non è la prima volta che Jovanotti parlava del fenomeno.
Ne sono certo perché il Jovanotti degli esordi, quello di Gimme Five, è stato il primo fenomeno musicale che io, allora bambino di 10 anni, ho seguito. Jovanotti for President, i programmi su Radio Deejay dall’Aquafan di Riccione, i singoli E’ qui la festa e Gimme Five, il programma televisivo 1,2,3 Casino sono stati in quel periodo il mio pane quotidiano.
Almeno fino a quando non è uscito al cinema il file The Doors di Oliver Stone, che ha messo in crisi diverse mie certezze in termini di gusti musicali.
Gimme Five… All right!
A giudicarlo oggi, quel Jovanotti è stato piuttosto innovativo.
Proveniente dal mondo dei disc jockey (così si chiamavano allora i DJ) da discoteca, è stato il primo nel mainstream a parlare di rap e a presentarsi non come un cantante o un musicista ma come un produttore musicale o un MC. La gestione delle pubblicazioni, poi, ha anticipato l’era di internet. Nonostante la pubblicazione di un album (Jovanotti for President), ogni mese usciva materiale nuovo e alcune delle sue hit più famose (E’ qui la festa, Sex no drugs and Rock ‘n roll…) sono uscite solo su singolo.




I singoli uscivano in versione 7″ e 12″ con materiale diverso uno dall’altro, e in questa bulimia discografica riusciva ad inventarsi sempre qualcosa di nuovo. Come le versioni strumentali, dub o remix dei suoi brani che strizzavano l’occhio alla cultura reggae e a quella house, oppure 7″ che giravano a 33 giri su cui era inciso un programma radio ideato appositamente per il disco, o ancora Gimme Five 2 e 3 che, come Rocky, Rambo e Superman – parole sue – ti permettevano di saperne di più sul brano, o, infine, l’alterego “disco” Gino Latino.
I Maranza degli anni ’80
La musica era solo una parte del fenomeno Jovanotti di quegli anni. Lo potevi ritrovare in TV a condurre un suo programma oppure in radio su Radio Deejay, nella redazione della rivista Deejay Show o come modello di una linea di magliette, cappellini e occhialini brandizzati Yo e Boy creata per lui.
Sempre nel 1988 ha pubblicato anche un libro.

E’ proprio in questo libro, intitolato Yo Brothers and Sisters (siamo o non siamo un bel movimento?), che troviamo un capitolo intitolato “Maranza” che ci fa tornare a oggi.
Eccolo:
Fondamentalmente siamo tutti dei Maranza.
Secondo me bisogna dividere: ci sono i maranza buoni e i maranza cattivi. Io sono un maranza, e spero di essere un maranza buono. Maranza buoni sono quelli come noi, quelli tranquilli, che si sbattono per apparire bene, ragamuffin, che si mettono addosso una cosa che piace solo a loro, e stanno da dio. Il maranza cattivo è difficile descriverlo, anche se ho tutto in mente. Io conosco bene i maranza avendo fatto il disc-jockey al Veleno di Roma, che è il tempio dei maranza.
Il maranza balla tutto, non gli frega un c***o. Tutto sommato è meglio il maranza che il superfigo, è meglio il peggiore dei maranza che il migliore dei figoni. Il maranza cattivo è quello che si compra le Timberland adesso. E’ quello che “perde il treno”. E’ quello che “arriva col treno dopo”. Che viene in discoteca e ti chiede la musica che andava un mese fa. Adesso le cose cambiano completamente nel giro di un mese, è difficile stargli dietro, riuscire a salire sempre sul treno giusto.
Maranza è quello che arriva adesso e pensa di essere un figo perché ha i jeans Avirex, quelli che comprano i paninari. Il vero maranza è quello lì, ma purtroppo un certo mondo è pieno di maranza. Sono maranza anche certi direttori di locali, certi pubblicitari, certa gente che produce le cose per i giovani, quelli che ti dicono: oggi vanno di moda queste cose. Ma “vanno” un c***o: “andavano”! Purtroppo il mondo è popolato di maranza. Per cui la gente non capisce, per esempio, quando BOY è un cappellino giusto, e l’hanno importato solo quando era maranza, già vecchio. Per questo noi abbiamo culo, azzecchiamo sempre le cose al momento giusto, noi del movimento.
Non siamo propriamente di fronte ad una pagina di Immanuel Kant ma rende comunque bene quanto i maranza dell’epoca fossero tutt’altra cosa rispetto a quelli di oggi.
I Cento dischi da avere assolutamente
Il libro va avanti così, con pensieri alla rinfusa senza grandi contenuti e, sebbene esista più di qualcuno che lo considera un cult, spesso le pagine sono digeribili solo da chi quel periodo l’ha vissuto, ammorbidite magari da qualche lacrimuccia nostalgica (come è successo al sottoscritto, ad esempio).

Una parte interessante è invece un capitolo in cui riporta i 100 dischi migliori. Lo si può criticare in tutti i modi, ma oggettivamente all’epoca Jovanotti era uno dei DJ più famosi di Roma che di dischi ne aveva ascoltati migliaia e questa è la lista dei 100 che, a detta sua, “escono fuori dal vinile e ti smuovo dentro”.
Tra grandi classici, brani invecchiati male e qualche gemma da riscoprire, ecco i cento dischi da avere assolutamente secondo un DJ degli anni ’80:
- “Rappers Delight” – Sugarhill Gang
- “Relax” – Frankie Goes To Hollywood
- “Walk this way” – Run DMC
- “Wild Boys/Rio” – Duran Duran
- “Kiss” – Prince
- “Just can’t get enough” – Depeche Mode
- “People from Ibiza” – Sandy Marton
- “Don’t you” – Simple Minds
- “Pride” – U2
- “Wake me up/Club Tropicana” – Wham!
- “Don’t you want me” – Human League
- “Der Kommissar” – Falco
- “Word up” – Cameo
- “West End Girls” – Pet Shop Boys
- “Jack your body” – Steve Silk Hurley
- “New York New York” – Grandmaster Flash
- “Fight for your right” – Beastie Boys
- “You spin me round” – Dead or Alive
- “Enola Gay” – OMD
- “Dance all day” – Wang Chung
- “19” – Paul Hardcastle
- “Pump up the volume” – MARRS
- “Paid in full” – Eric B
- “Into the groove” – Madonna
- “Voices inside my head” – Police
- “Wot!” – Captain Sensible
- “The look of love” – ABC
- “Una splendida giornata” – Vasco
- “Pippo” – Zucchero
- “Le Freak” – Chic
- “It’s my life” – Talk Talk
- “Blue Monday” – New Order
- “Magic’s wand” – Whodini
- “Reckless” – Afrika Bambaataa
- “Tribute” – Pasadenas
- “Johnny and Mary” – Robert Palmer
- “Chant N°1” – Spandau Ballet
- “One step beyond” – Madness
- “Last night a deejay…” – Indeep
- “Smoke on the water” – Deep Purple
- “S-Express” – S-Express
- “Hot Water” – Level 42
- ” Wordy Rappinghood” – Tom Tom Club
- “Burnin’ Down…” – Talkin’Heads
- “Buffalo Gals” – Malcolm McLaren
- “Da Da Da” – Trio
- “Nasty” – Janet Jackson
- “Smalltown Boy” – Bronski Beat
- “Ain’t Nobody” – Chaka Khan
- “Don’t Go” – Yazoo
- “Owner of a lonely heart” – Yes
- “I’m bad” – LL Cool J
- “Beat Box” – Art of Noise
- “I.O.U.” – Freez
- “Sex Machine” – James Brown
- “Yes I know my way” – Pino Daniele
- “Get down on it” – Kool & the Gang
- “I got my mind made up” – Instant Funk
- “Rock it” – Herbie Hancock
- “Moscow Discow” – Telex
- “Doot Doot” – Freur
- “Vamos a la playa” – Righeira
- “You make me feel” – Sylvester
- “At midnight” – T-Connection
- “Miss you” – Rolling Stones
- “Slave to the rhythm” – Grace Jones
- “Beat the clock” – Sparks
- “The Breaks” – Kurtis Blow
- “Time to party” – Ray Parker Jr.
- “Movin'” – Brass Construction
- “Rock around the clock” – Bill Haley
- “Surfin Safari” – Beach Boys
- “All shook up” – Elvis
- “I feel love” – Donna Summer
- “Night fever” – Bee Gees
- “Grease” – Franke Valli
- “Da ya think I’m sexy” – Rod Stewart
- “Y.M.C.A.” – Village People
- “Anarchy in the U.K.” – Sex Pistols
- “Video killed the radio star” -Buggles
- “Let’s dance” – David Bowie
- “More than this” – Roxy Music
- “Tainted Love” – Soft Cell
- “Trans Europe Express” – Kraftwerk
- “Miss me” – Culture Club
- “Down Under” – Men At Work
- “Too shy” – Kajagoogoo
- “Billie Jean” – Michael Jackson
- “Black Water Gold” – K.C. Sunshine Band
- “Got mine” – UB40
- “All night long” – Lionel Ritchie
- “Rock the Casbah” – Clash
- “Rebel Yell” – Billy Idol
- “I feel for you” – Chaka Khan
- “The show” – Doug E Fresh
- “Do they know it’s Christmas?” – Band Aid
- “Jammin'” – Bob Marley
- “Boogie Wonderland” – Earth Wind & Fire
- “My Sharona” – Knack
- “Change” – Tears For Fears
- “Another one bites the dust” – Queen
- “Jump” – Van Halen
- “Gioca Jouer” – Claudio Cecchetto
- “Jovanotti For President” – Jovanotti
Ogni tanto mi perdo nella musica anni ’80




