Posts Tagged: Anni 80

Prete Liprando e il giudizio di Dio

Enzo Jannacci

“Landolfo, cronista del Millecento, ci ha tramandato uno dei fatti più importanti della storia del Comune di Milano: “La Cronaca del giudizio di Dio”, protagonista prete Liprando. Noi l’abbiamo musicata con un certo impegno e la dedichiamo a tutti quelli – e sono tanti – che pur essendo testimoni di fatti importantissimi e determinanti l’evoluzione della civiltà, neanche se ne accorgono!” (Enzo Jannacci e Dario Fo, 1965)

Musicisti nell’ombra: Gian Piero Reverberi

Gian Piero Reverberi for SHRCDalla ricerca sui King Crimson da cui è nato il post su Mel Collins ho imparato che esistono dei musicisti che hanno fatto la storia della musica pur restando lontani dalle luci della ribalta.

Da allora sono sempre molto attento quando mi ritrovo lo stesso nome in contesti diversi perchè musicisti di questo tipo, che potremmo definire “musicisti in ombra”, sono sempre in agguato.

E’ così che qualche tempo fa mi sono imbattuto in quello che ho scoperto essere il re dei “musicisti in ombra” della musica italiana: GIAN PIERO REVERBERI.

Vero e proprio creatore della musica leggera italiana, Reverberi ha collaborato con centinaia di artisti ed ha contribuito a scrivere, arrangiare o correggere un numero impressionante di album e di canzoni, anche molto famosi.

Non credo di esagerare dicendo che ciascuno di noi, a sua insaputa, almeno una volta nella vita ha cantato sotto la doccia una canzone in cui c’era lo zampino dell’autore genovese.

Non ci credete?

Leggete questo post!

Un anno + 7 tendenze = 2013

Tendenze Musicali 2013

Termino il riepilogo del 2013 musicale, iniziato con il post sulla Dead Poet Society e proseguito con gli album più belli e gli eventi mondani più cool, con una piccola riflessione su quelle che sono state le tendenze (non dico mode perché il concetto di “moda” è ormai passato di moda 🙂 ) di quest’anno.

Continuando il gioco di parole, dato che una delle mode del momento è quella di fare classifiche di ogni tipo, ho numerato le tendenze per far sembrare il post una classifica, anche se in realtà l’ordine (a parte la numero uno, naturalmente) è abbastanza casuale.

7 Spotify

Con chi ha suonato Mel Collins?

Lizard Signed Mel CollinsOPT

Inizialmente questo post era dedicato ad uno degli ultimi arrivi della Saluzzi’sHRC: Lizard dei King Crimson autografata dal sassofonista del gruppo MEL COLLINS.

Raccontare la storia dietro gli autografi dei dischi della mia collezione è ormai un classico per cui pensavo di cavarmela con poco, soprattutto dopo aver ricevuto una mail particolarmente succulenta da parte del tizio che me l’ha venduto:

“ciao, Mel Collins l’ho incontrato 2 volte, una al Naima di Forlì una decina di anni fa’ assieme ai 21th Century Schizoid Band ed un’altra un paio di anni fa’ a Veruno assieme agli Arti e Mestieri e a David Cross… Questo me l’ha firmato al Naima. Se ti interessa l’anno preciso dimmelo.. anche se non lo ricordo con Google faccio presto perchè so’ di certo che esiste un cd live ufficiale dei 21th Schizoid Band registrato proprio a Forlì (e son venuti solo quella volta). ciao a presto! John.”

Parlava del Live in Italy, registrato dalla band di ex membri dei King Crimson al Naima Club di Forlì il 25 marzo 2003.

Avevo materiale per un post bello pregno quando per caso sono finito su questa pubblicità:

Dire Straits legends in Tour

Un minitour italiano dei Dire Straits Legends, una band di membri fondatori dei Dire Straits.
Tra cui Mel Collins.

Mel Collins?

Che ci fa uno che ha suonato in Lizard ed Islands dei King Crimson tra i fondatori dei Dire Straits?

Approfondendo ne ho scoperto veramente delle belle!

Andy Summers & Robert Fripp

Summers-Fripp

Quando ho fatto il post sulle collaborazioni “oscure” dei Police, ho dimenticato di citare due album che ho scoperto quest’estate: quelli registrati da Andy Summers insieme a Robert FRIPP, leader dei King Crimson.

Anche Fripp è celebre per aver preso parte a centinaia di progetti diversi, alcuni storici (con Brian Eno, David Bowie, David Sylvian o i Matching Mole tanto per citarne qualcuno), altri particolarmente bizzarri (tipo the League of Crafty Guitaristsgruppo di 17 chitarristi acustici che suonano con un’accordatura da inventata da Fripp stesso; oppure i Centipede, altro gruppo da lui prodotto di oltre 60 membri, tra cui tre batteristi – uno dei quali Robert Wyatt – 6 bassisti e 5 cantanti solisti).

Negli anni ’80 i due, che comunque frequentavano da sempre lo stesso ambiente musicale, decisero di collaborare e di pubblicare due album a nome semplicemente di: Andy Summers & Robert Fripp

Space Invaders: La rivincita degli anni ’80

E’ una mia impressone o sulle Radio italiane è in atto una vera e propria invasione della musica degli anni ’80?

Archeologia della Musica Elettronica

Dall’alabarda spaziale all’I-Phone

Tomsni - Diving Space

Qualche tempo fa sono capitato su questa immagine di Djuno Tomsni, un artista ai tempi di Flickr.

L’immagine mi ha rievocato una sensazione legata agli anni 80 che avevo ben presente ma che avevo rimosso da diversi anni.

La fantascienza come genere, anche musicale, esisteva già da tempo, ma se lo “Space Rock” della fine degli anni ’60 ed inizi ’70 era quello di “Set the Controls for the Heart of the Sun” o di “Space Oddity”,  caratterizzati per lo più da oscillatori e da tematiche planetarie o spaziali, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli ’80, con l’avanzare della tecnologia, l’immaginario musicale fantascientifico si è infarcito di suoni sempre più elettronici.

Ed accanto all’esplosione della musica dance (la musica elettronica per eccellenza), in questo periodo sono usciti diversi album di transizione dove i temi spaziali e le tematiche robotiche si fondevano ai primi suoni elettronici ed a temi legati alla modernità creando pastrocchi “concettuali” tipici di quegli anni.

Più importanti per il loro valore “antropologico” che per quello musicale, alcuni album appartenenti a questo filone sono finiti, spesso per sbaglio, nella SHRC.

Questi:

Probabili incontri ravvicinati con i Dire Straits

Dire Straits signed memorabilia, vinyl,

Dopo due mesi di duro lavoro finalmente l’album era pronto.

La sera che arrivarono le prime copie stampate di Never Told a Soul negli uffici della Phonogram di Londra il produttore Phill Brown decise di fare un rinfresco per festeggiare l’evento.
John Illsley, che era alla sua prima prova da solista, chiese di far partecipare anche tutti i dipendenti del piano.

L’entusiasmo era alle stelle anche perché alla festa avrebbero partecipato i membri del gruppo di John che lo avevano aiutato nella realizzazione di questa sua fatica: i Dire Straits, naturalmente.

Les LITFIBAs – I Litfiba e la Francia

gruppo anni 80

Aggiornato a dicembre 2014

Dopo la pubblicazione originaria di questo post (poco meno di due anni fa, che al giorno d’oggi corrisponde ad un’era geologica), grazie ad alcune novità come:

  • il revival della musica anni ’80 esploso la scorsa estate,
  • la partecipazione azzeccata di Pelù come giudice di talent
  • la reunion del gruppo originario per riproporre sul palco l’esecuzione integrale della Trilogia del Potere (i primi tre album della band),

l’immagine dei Litfiba è stata molto rivalutata.

Litfiba Trilogia Live 2013 Locandina

Ed era ora, perché chi c’era all’epoca sicuramente ricorderà che per tutti gli anni ’80 e fino agli inizi dei ’90, i Litfiba sono stati un gruppo di culto.

Quando ero alle scuole medie Piero Pelù era una specie Jim Morrison de’ noantri e c’era gente che si era creata una reputazione quasi leggendaria solo per essere riuscito ad ascoltare una volta l’Eneide di Crypton.

Poi a seguito di scelte artistiche dubbie, tra cui una scissione che, come cantato da Elio e le Storie Tese, non ha giovato a nessuno, siamo arrivati negli anni 2000 in cui l’immagine del gruppo rock italiano per eccellenza aveva raggiunto livelli a tratti imbarazzanti.

La dubbia reputazione perdurava ancora quando, verso la fine del 2012, ho iniziato a documentarmi per questo post che parla del rapporto che il gruppo di Pelù e soci hanno avuto con la Francia e la musica francese. Anche allora, però, era chiaro di come il gruppo racchiudesse ricordi e sensazioni comuni ad un’intera generazione di italiani.

Spero che questo articolo possa rievocare almeno un po’ questi ricordi ed essere un piacere come lo è stato per me.

Litfiba, Desaparecido, 3, Paname, copertine album francese

Le copertine francesi dei primi album dei Litfiba

I primi album dei Litfiba furono lanciati anche in Francia con delle edizioni ad hoc per quel mercato e non poche volte il gruppo passò le Alpi per partecipare a concerti o apparizioni televisive.

Sebbene nel 1983 parteciparono ai Rencontres Trans Musicales di Rennes, un festival che ha ospitato tutti i musicisti più importanti francesi ed internazionali, e sebbene ancora nel 1993 parteciparono al festival francofono Dour Music Festival insieme a Noir Desir e Wampas, il tentativo di “esportazione” non ebbe il successo sperato (basta cercare su google.fr per capire che i Litfiba oggi non se li fila nessuno) ed il gruppo tornò nel belpaese per proseguire la propria carriera costellata di successi.

 

Questo l'ho preso dal sito di Les Wampas!

Questo l’ho preso dal sito di Les Wampas!

L’esperienza francese, però, lasciò il segno nella musica dei Litfiba. E dato che i Litfiba a loro volta ebbero una grande influenza sul rock italiano di lì a venire, l’obbiettivo  di questo post è quello di far notare quanto la musica italiana di quegli anni ha avuto, a sua insaputa, un influsso proveniente d’oltralpe.

Negli anni ’80 in Francia si sviluppò un movimento musicale che prendeva le mosse dalla stessa musica anglosassone a cui si ispiravano i gruppi italiani (punk, dark e new wave). Da bravi ultranazionalisti, però, i francesi cercarono di fondere questi elementi al loro background musicale per creare qualcosa di originale.

I migliori risultati di questi esperimenti vengono citati direttamente da Piero Pelù in un’intervista presente su Proibito, la loro biografia ufficiale che però in questo momento sta dentro uno degli scatoloni del mio trasloco e non posso citare testualmente 🙂 .

Ad ogni modo Piero diceva che la scena musicale francese è stata un caos per molti anni fino a quando non sono arrivati i Mano Negra ed i Negresses Vertes a dargli una direzione.

Dei Mano Negra ne ho già parlato in questo post. Ditemi se non hanno qualcosa dei Litfiba:

Nonostante Manu Chao sia diventato famoso in Italia ai tempi di Clandestino come cantante “spagnolo”, in realtà è figlio di spagnoli (il padre, Ramon, è un noto giornalista di Le Monde trasferitosi da giovane a Parigi) ma è nato e cresciuto in Francia.

I Negresses Vertes sono l’altro gioiello di quel periodo.

Non so quanto siano famosi in Italia (avendo vissuto per un po’ in Francia io ho la percezione traviata del fenomeno), ma se qualcuno non li conosce, gli consiglio caldamente il primo disco Mlah.

Titolo: Mlah – Artista: Les Negresses Vertes – Etichetta/N. serie: Rhythm King Records ‎– LEFT LP11 – Formato: Vinyl, LP – Paese: UK – Anno: 1989 (originale) – Data di acquisto: 13 giugno 2012 – Prezzo: GBP 5,50 – Venditore: Privato di Norfolk tramite Ebay.

Composti essenzialmente da gitani, i Negresses Vertes sono stati una carovana che negli anni ’80 ha saputo conciliare gli elementi anglosassoni “moderni” alla musica tradizionale francese e mediterranea in generale, strizzando l’occhio anche ai Gipsy King.

Il risultato è questo album sbalorditivo che in patria è valso al gruppo una fama che si portano avanti ancora oggi.

Purtroppo Helno, leader e mente dei NV fece in tempo a realizzare un buon secondo album (Famille Nombreuse) prima di morire di overdose a 29 anni. Da allora il gruppo, che ancora oggi è in attività, non ha fatto altro che cavalcare la scia alternando a rari dischi di inediti (spesso non di altissimo valore) compilation, live, remix, e riadattamenti dei primi due album.

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I Litfiba in diverse canzoni hanno sempre mostrato delle influenze estranee sia al loro background iniziale (fatto sostanzialmente di dark e new wave) sia a quello successivo di El Diablo & co. (Rock con influenze Country).

L’esempio più eclatante è questo:

Cosa c’entra una fisarmonica in un gruppo che si rifà ai Joy Division?

Percussionista dei Litfiba, Candelo

Stessa cosa potremmo dirla di Candelo, il percussionista che da Pirata in poi entra in pianta stabile nell’organico dei Litfiba. Oppure dei ritmi “mediterranei” che troviamo ancora anni dopo in canzoni come Lacio Drom o Tammurriata.

Che questi elementi siano un bagaglio che i Litfiba si sono riportati dai loro viaggi francesi?

Cosa ne pensate?

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Le foto del, finora, unico album dei Litfiba presente nella Saluzzi’s Home Record Collection:

Titolo: Pirata

– Artista: Litfiba – Etichetta/N. serie: Rhythm King Records ‎– LEFT LP11 – Formato: Vinyl, LP – Paese: Italia – Anno: 1989 (originale) – Data di acquisto: 13 giugno 2012 – Prezzo: GBP 5,50 – Venditore: Privato di Norfolk tramite Ebay.

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Dacci Oggi il Nostro Rock Quotidiano

Quando uscì l’album INFINITO (inizi del 1999) scrissi una recensione del disco che oggi è possibile leggere QUI

I Litfiba sono i protagonisti anche di un altro post dedicato al TOUR di TERREMOTO

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Album del 1982 – Non sei più un bambino (Anniversari dimenticati 2)

Prima di partire per il meritato ponte del primo novembre, volevo terminare il discorso degli anniversari dimenticati passando in rassegna gli album della SHRC del 1982, e che quest’anno dunque compiono 30 anni, ma di cui nessuno parla.

Quel periodo è stato l’apice dello sfruttamento commerciale del vinile, quindi l’offerta musicale spesso scadente era accompagnata da un packaging poco curato: copertine non apribili, mancanza di inserti, vinili sottilissimi…

Franco Battiato

Ciò non toglie che a parte l’Arca di Noè, di cui ho già parlato qui, ho trovato almeno un paio di album.