Why Pink Floyd?

Catalogue Pink Floyd reprint

Dato che siamo in tema di ristampe, finora non ho mai parlato del fatto che con la pubblicazione di The Wall Immersion Edition dello scorso febbraio si è concluso Why Pink Floyd?, un ambizioso progetto di ristampa dell’intero catalogo dei Pink Floyd in realtà non legata ad una ricorrenza particolare ma uscita solo per fare un po’ di cassa 🙂

Non so bene a chi è stata affidata la direzione artistica del progetto, o meglio se i superstiti del gruppo hanno messo bocca su cosa dovesse essere pubblicato e cosa no, sta di fatto che progetti come questo sono esempi di scuola su come ragionano le case discografiche e sul perchè i fan veri hanno smesso di acquistare musica.

Cerco di spiegarmi meglio.

Le cose che hanno ristampato…

Discovery: il confanetto
Il progetto è iniziato con Discovery ovvero la ristampa in cofanetto o singolarmente dei 14 album in studio della band remasterizzati da James Guthrie, uno dei produttori di The Wall.

L’iniziativa sarebbe lodevole se non fosse che nel 2007 la Emi aveva pubblicato Oh By the Way ovvero la ristampa dei 14 album in studio della band remasterizzati da James Guthrie.

E la cosa bella è che le critiche fatte al cofanetto del 2007 (mancanza dei brani ufficiali non usciti su album ma solo su singoli o su raccolte e mancanza di extra) sono replicabili tali e quali per questa edizione.

A Foot in the Door: The Best of Pink Floyd
Why Pink Floyd è proseguita con il lancio di A Foot in the Door, una raccolta dei più grandi successi della band compilata sempre da Guthrie.
Anche in questo caso la raccolta è per 14 diciassettesimi uguale ad Echoes, raccolta dei più grandi successi della band compilata sempre da Guthrie uscita nel 2001.
Ancora una volta il punto debole della precedente compilation (ovvero saltare a pié pari dall’era barrettiana a The Dark Side tralasciando completamente quello che per molti, me compreso, è stato uno dei periodi più creativi della band) è il punto debole di questa compilation.
Incredibile!

Pink Floyd Immersion Boxset

Le Immersion Edition
La punta di diamante del progetto è stata la ristampa in tutte le salse dei tre album più famosi: the Dark side of the Moon, Wish you were here e The wall.

Edizione discovery (1cd), experience (2cd), vinile 180gr, Sacd ed Immersion ovvero 6 dischi più extra.

Qui andiamo un po’ meglio anche se le (poche) cose buone sono state sommerse da roba per lo più utile solo a gonfiare i prezzi.

Parlando di musica, e stendendo un velo pietoso sul materiale extra contenuto nei cofanetti (vorrei conoscere uno che va in giro con la sciarpetta di The Wall o utilizza le biglie di marmo o i praticissimi sottobicchieri con la copertina di Wish You Were Here…), nella ristampa di Dark Side of the Moon finalmente troviamo un live ufficiale dell’album (a Wembley nel 1974).

In più c’è un altro cd molto bello con un premix del disco mai sentito prima, Violent Sequence live ed in studio (il brano che inizialmente era al posto di On The Run), The Hard Way, brano facente parte di Household Objects, un progetto di musica “concreta” che i Pink iniziarono dopo l’uscita di Dark Side e presto abbandonarono, ed altri 2-3 demo e live effettivamente mai pubblicati prima.

Gli altri 4 cd sono nient’altro che diverse versioni dell’album: 5:1, quad mix, 2011 mix, original mix (leggasi cose che non ascolterai mai) o contributi video (leggasi cose che vedi una volta anche con piacere e poi basta).

Conclusione: si salvano due cd su sei.

Nella ristampa di Wish You Were Here se ne salva solo uno su 6, quello con la versione live di Shine on you crazy diamond parte 1 e 2 eseguite come un unico lungo brano. Oltre a Shine c’è You’ve Got To Be Crazy e Raving & Drooling, tratte dallo stesso concerto del live di Dark Side of the Moon (Wembley 1974), un altro brano di Household Objects (Wine Glasses) ed un primo fantastico mix del brano Wish You Were Here con un assolo di Stephane Grappelli (se vi interessa andate a vedere chi era, lui ed il suo amico Django Reinhardt ne hanno fatte delle belle).

Ancora peggio va a The Wall.

I primi due dischi sono la ristampa dell ‘album, altri due sono la ristampa di Is There Anybody Out There (ovvero the Wall live 1980, uscito nel 2001!), per finire con altri 2 cd con i demo dei brani.
Alcuni, quelli con la band, sono anni che circolano su bootleg anche di ottima qualità. Quelli originali di Roger Waters, grazie ai quali anche gli stessi Pink Floyd restanti hanno conosciuto l’album, effettivamente sono una rarità mai pubblicata prima.

Il problema é che i 23 demo in questione durano dagli 8 secondi al minuto!

Il succo quindi é: spendere più di cento euro per una ventina di brani di qualche secondo.

Fate voi.

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… e quelle che un giorno vorrei vedere in un negozio di dischi.

Qualcuno potrebbe pensare: “ma cosa pretendi, ormai dei Pink Floyd è stato pubblicato tutto il pubblicabile e per continuare a fare qualche soldo ci si deve arrangiare ristampando sempre le stesse cose.”

Ed invece è proprio qui che mi saltano i nervi.

Secondo me i Pink Floyd in quanto a materiale pubblicato hanno avuto una delle gestioni peggiori della storia della musica (anche quando erano in attività) ed oggi invece di cercare di recuperare pubblicando qualcosa tra la montagna di materiale inedito registrato dal gruppo, ci si ostina a ristampare sempre le stesse cose.

Non se ne può davvero più!

Prima di pubblicare un mix del 2013 di The Wall remasterizzata da James Guthrie ed  impreziosita da una registrazione inedita di Waters che canta Mother coi rutti, quindi, prego con tutto il cuore i Pink Floyd, o chi per loro, di pensare un po’ anche ai fan e di pubblicare cose tipo queste:

Pink Floyd live 1969

The Man and the Journey

Suite portata in tour dopo l’uscita di More nel 1969 che contiene alcuni brani del disco completamente rivisti più brani che finiranno nel successivo UmmaGumma ed altre cose rimaste inedite, il tutto rimescolato ed unito in un unica suite che racconta la storia del protagonista durante l’arco di una giornata.

Ne esistono versioni su bootleg anche di buona qualità, poiché uno di questi concerti fu trasmesso da una radio olandese, e per me resta una delle cose migliori in assoluto fatte dai Pink Floyd.

Non mi vergogno, quindi, di dire che sarei disposto a pagare anche un bel po’ per una versione ufficiale ben fatta di The Man and The Journey.


The Committee

Colonna sonora di un oscuro film di Peter Sykes registrata nel 1968 subito dopo l’avvicendamento Barrett/Gilmour.

Di questa colonna sonora esistono bootleg che contengono i brani presi direttamente dal film quindi sono solo frammenti di bassa qualità con le voci degli attori sopra.

Che ne dite di una bella ristampa di A Saucerful of Secrets con questa colonna sonora come bonus assieme (magari) alle versioni originarie dei brani di Saucerful suonate da Syd Barrett e poi scartate a favore di quelle suonate da Gilmour? Stapperei una bottiglia.


bbc archives

Live at Bbc vari

Tutti, ma proprio tutti i gruppi al culmine della loro carenza creativa hanno allungato il brodo delle loro discografie pubblicando la registrazione delle Peel Session, di Top Gear o di altri programmi della BBC.

Live di ottima qualità audio e con versioni differenti dall’originale.

Tutti tranne i Pink Floyd naturalmente, che fra un programma e l’altro vantano oltre dieci passaggi alla BBC con cose anche particolari. Ma anche in questo caso la Emi ha sempre preferito ristampare i sicuri TDSOTM e WYWH piuttosto che avventurarsi in pubblicazioni come queste.


Michelangelo Antonioni Pink Floyd

Zabriskie Point e The Violence Suite

Dopo l’uscita di Ummagumma i Pink si recarono per due settimane a Roma per registrare materiale nuovo per il film di Michelangelo Antonioni.
Di fronte ad un regista mai contento, i Pink provavano e riprovavano dei nuovi brani, ne riarrangiavano di vecchi (come nel caso di Come in #51, Your Time Is Up) oppure semplicemente improvvisavano.

A fronte delle oltre due ore di registrato, Antonioni si limitò ad utilizzare solo 3 brani che uscirono nella colonna sonora del film.

Fortunatamente qualche anno fa è uscita la ristampa della colonna sonora con un cd bonus contenente altri quattro brani di quelle sessioni, ma la maggiore parte del materiale resta ancora ampiamente inedito.

Da questi brani, inoltre, nacque anche una suite di oltre venti minuti (The Violence Sequence) che i Pink eseguirono dal vivo alcune volte e di cui si è persa completamente traccia nella discografica ufficiale ed è molto rara nei bootleg.


Live at Pompeii

La summa di cosa sono stati i Pink Floyd prima del successo di massa e, per me, il loro capolavoro assoluto.

Contrariamente a quanto dice il nome si tratta di un video con registrazioni senza pubblico fatte nell’arena principale di Pompei assieme ad altri brani risuonati in studio e ad intramezzi del gruppo durante la registrazione di the Dark Side of the Moon.

Anche qui qualità della registrazione ottima e qualità dell’esecuzione spaziale (ci sono le versioni migliori di sempre di Echoes, Careful with that Axe, Saucerful e Set the controls) ma anche in questo caso sono più di quarant’anni che ci si deve affidare ai bootleg per ascoltarlo.

Data la sconvolgente creatività del gruppo, di cose da pubblicare ce ne sarebbero ancora tantissime: The Amazing Pudding, ovvero la versione embrionale di Atom Heart Mother, oppure una delle tante versioni live del brano eseguite senza orchestra; oppure Nothing Parts I – IX (questa davvero mai pubblicata neanche su bootleg), ovvero un esperimento quasi surrealista di accostamento di pezzi senza senso fatto dai Pink negli studi di Abbey Road che successivamente sarebbe diventata la suite Echoes; o ancora i numerosi brani in studio registrati e mai pubblicati dai Pink Floyd di Syd Barrett all’inizio della carriera del gruppo; oppure uno degli innumerevoli live del periodo 1968-1972 dove i Pink hanno dato il meglio; o infine che ne dite di una ristampa, magari anche video se esiste, di questo?

Pink Floyd Ballet, Ballets de Marseille

Pink Floyd Ballet, balletto scritto da Roland Petit a cui parteciparono anche i Floyd

Insomma le possibilità sarebbero quasi infinite e sicuramente risveglierebbero l’interesse dei fan del gruppo, quelli veri. Poi però al momento della ristampa i discografici vedranno i numeri di vendita di Dark Side (8-9.000 copie a settimana nei periodi di magra) e penseranno: “Ma che ce frega dei fans, telefona a James e digli di rimasterizzare un’altra copia di Dark Side of the Moon”

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8 Comments

  1. Rispondi
    allelimo 5 Ottobre, 2012

    I Pink Floyd sono un’industria, che gli frega a loro dei fans?
    Nick Mason deve ancora comprarsi la nuova Ferrari, Roger Waters ha i soliti problemi coi muratori in casa e il Gilmour ha la piscina da rifare: l’anno prossimo, nuova edizione rimasterizzata di Dark Side e Wish You, che si vendono sicuramente meglio di qualche scarto delle registrazioni con Barrett o di qualche live senza pezzi famosi…
    🙂

  2. Rispondi
    saluzzishrc 5 Ottobre, 2012

    Perchè non sai quanto mangiano i figli di Wright 🙂
    Se continuano così, però, fra un po’ i Pink Floyd cominceranno ad essere visti più o meno come i Pooh inglesi ed è un vero peccato.
    Santi Bootleg!

  3. Rispondi
    allelimo 5 Ottobre, 2012

    “Cominceranno”…?
    I Pink Floyd SONO i Pooh inglesi (cfr. Nick Hornby)
    🙂

  4. Rispondi
    Antonio 30 Settembre, 2014

    E chicazzè Nick Hornby ….

    • Rispondi
      SHRC 3 Dicembre, 2014

      Uno che ha scritto un paio di libri molto alla moda fra gli intellettuali radical chic

  5. Rispondi
    aqvarivs 4 Dicembre, 2015

    hai dimenticato una lunga serie di brani eseguiti una sola volta o poco più nel periodo di massimo splendore floyd (68-73): se ne trova una lista in echoes, dove sono riportate tutte le scalette dei loro concerti (ove disponibili)

  6. Rispondi
    Violo 23 Agosto, 2016

    Ad oggi, col cofanetto in uscita a novembre 2016 sembra che ti abbiamo perfettamente ascoltato 🙂

    • Rispondi
      SHRC 23 Agosto, 2016

      Infatti era ora che leggessero il post 🙂 Guarda, pensavo di aver raggiunto l’indifferenza ai beni materiali ma questo cofanetto… non vedo l’ora che esce. Ciao

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