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Le copertine degli album de Le Orme

copertine dischi le orme

E’ da un po’ di tempo che, senza dire niente a nessuno, sto sentendo e risentendo tutti gli album de Le Orme.

Su questo blog il gruppo veneto era già stato avvistato sulle sponde del Lago Maggiore ma all’epoca non mi ci sono fermato troppo. Qualche mese fa li ho riascoltati per caso nel bootleg Controcanzonissima dove suonano una versione strepitosa di Cemento Armato, che ricorda molto i Soft Machine del ’68, ed ho capito che era un gruppo che dovevo assolutamente approfondire.

E non mi sbagliavo.

Una cosa che mi ha sempre affascinato de Le Orme sono le copertine dei loro album, protagoniste dell’immaginario collettivo legato al Rock Progressivo Italiano. Ho pensato quindi di dedicare interamente un post a questo gruppo per parlare di un aspetto che ha contribuito non poco al successo del gruppo: per dirla all’inglese (che rende meglio) i loro Artwork.

Architetti al Triton

Soft machine

Sebbene per difendere questi vecchi padelloni neri (parlo di vinili, naturalmente) a volte devo prendere le parti dell’ “homo analogicus”, chi mi conosce bene sa che io sono tutt’altro che contrario alle nuove tecnologie ed al digitale in generale, anzi.

Quando poi riesco ad assaporare le potenzialità di Internet, come in questa storia, per qualche attimo mi sento un vero e proprio uomo del mio tempo.

Nuovi Cimeli del Record Store Day 2013 (Nuda dei Garybaldi e Pink Floyd)

Record Store Day, Pink Floyd

Garybaldi vinyl cover

Così come già successo lo scorso anno, al post sul Record Store Day non può che seguire il post sul resoconto della giornata.

Ricomincio da Third (dei Soft Machine)

La recensione del capolavoro dei Soft Machine Third

LP Robert Wyatt third soft machine

Questa combinazione fortunata di feste, ponti e fine settimana mi hanno lasciato finalmente un po’ di tempo da dedicare al blog che ultimamente stavo un po’ trascurando.

Dovendo ricominciare, ho deciso di farlo alla grande pubblicando alcune rielaborazioni fatte con GIMP di un album che a giusto titolo può essere definito il “Disco” della Saluzzi’s Home Record Collection: Third dei Soft Machine.

E’ lui o non è lui? (the Jimi Hendrix & Soft Machine fakes)

Soft machine, robert wyatt, jimi hendrix, speakeasy, london, 1967
Quella sera allo Speakeasy…

Jimi Hendrix feat. Robert Wyatt (& Soft Machine) Studio Recordings Guide – pt.2 (
english version
ENGLISH VERSION
)

I pacchi del trasloco sono ancora lì dove li ho lasciati un paio di settimane fa ed i miei vinili sono ancora tutti belli ed imballati.

Approfitto quindi per concludere un discorso iniziato nel primo post del 2013, ovvero quello delle collaborazioni in studio tra Jimi Hendrix ed i Soft Machine.

I Gong e Robert Wyatt a Piazza Navona

Baracca e burattini

Tempo di traslochi.

Tutti gli LP chiusi dentro gli scatoloni,

non ho un computer a disposizione

e la maggior parte del tempo la passo così

Scatoloni

Del Lago Maggiore e dei Vinili Progressive

img_8596

Da qualche anno a questa parte la maggiore parte delle vacanze le passo sul Lago Maggiore, che è il posto più bello del mondo (anche perchè è dove è nata Lady SHRC).

Quando sono lì, uno dei miei passatempi preferiti è andare alla ricerca di mercatini che abbiano vecchi dischi in vinile. Quando mi resta del tempo libero (e non sono alla ricerca di vinili) spesso mi dedico ad un’altra mia passione: la fotografia.

In questo post vorrei unire le due passioni in una terza: scrivere un Post di vinili e di fotografie sul Lago Maggiore.

Jimi Hendrix feat. Robert Wyatt Studio Recordings Guide

Jimi Hendrix Experience, Soft Machine, Eire Apparent

Jimi con Robert Wyatt e Henry McCullogh degli Eire Apparent durante il tour negli Usa del 1968

english versionENGLISH VERSION

Ho approfittato delle vancanze natalizie per portare a termine un lungo lavoro iniziato qualche tempo fa e dedicato alle collaborazioni in studio di Jimi Hendrix con i Soft Machine e con Robert Wyatt in particolare.

Il post continua una delle Grandi Saghe del blog dedicata al tempo che la Jimi Hendrix Experience ed i Soft Machine passarono insieme ed iniziata qui.

Stranamente nessuno ha mai pensato di fare un album, o quanto meno un bootleg, con il materiale inciso in studio da Jimi Hendrix ed i Soft Machine. Eppure tra collaborazioni varie (tra loro o con altri) e jam session di materiale ce ne sarebbe abbastanza.

Mentre esistono centinaia di pagine scritte sul tour di Hendrix negli USA del 1968, però, meno di una su dieci di queste fonti accenna anche ai Soft Machine e spesso lo fa in maniera superficiale. (A volte ho anche dubitato che di questo argomento interessantissimo non fregasse niente a nessuno :)).

Per realizzare questo post, quindi, mi sono fatto un mazzo tanto ed ho dovuto scremare tantissimo materiale trovandomi quasi sempre di fronte ad informazioni scarse e spesso contrastanti tra di loro. Nella speranza di trovare qualche altro essere umano di lingua italiana interessato ai Soft Machine nel 1968, sono orgoglioso di presentare il primo post del 2013.

Steve Hillage – Motivation Radio

Artwork, copertina, caratula, LP, 12", Album steve hillage motivation radio

Canterbury Scene for Dummies 3

Prosegue la saga di Canterbury Scene for Dummies, ovvero il tentativo di approcciare il difficile mondo della Scena di Canterbury attraverso album di facile ascolto.

Dopo il post introduttivo e la seconda puntata con l’album legato al mondo di Canterbury più orecchiabile di sempre (Yes we have no Mananas) , oggi facciamo un passetto avanti con un disco ancora molto lontano dalla meta ma che aggiunge un tassello in più al mosaico: Motivation Radio di Steve Hillage.

Why Pink Floyd?

Catalogue Pink Floyd reprint

Dato che siamo in tema di ristampe, finora non ho mai parlato del fatto che con la pubblicazione di The Wall Immersion Edition dello scorso febbraio si è concluso Why Pink Floyd?, un ambizioso progetto di ristampa dell’intero catalogo dei Pink Floyd in realtà non legata ad una ricorrenza particolare ma uscita solo per fare un po’ di cassa 🙂

Non so bene a chi è stata affidata la direzione artistica del progetto, o meglio se i superstiti del gruppo hanno messo bocca su cosa dovesse essere pubblicato e cosa no, sta di fatto che progetti come questo sono esempi di scuola su come ragionano le case discografiche e sul perchè i fan veri hanno smesso di acquistare musica.

Cerco di spiegarmi meglio.