Posts Tagged: Soft Machine

The Soft Machine Conquers America (live in USA 1968)

Soft Machine & Jimi Hendrix live tour USA 1968 Robert Wyatt Kevin Ayers

Soft Machine & Jimi Hendrix Experience live recordings

Questo post è uno spin-off di quelli dedicati al tour che i Soft Machine hanno fatto negli Stati Uniti come gruppo spalla della Jimi Hendrix Experience (sono qui e qui) e tratta di quello che è rimasto oggi di quel tour.

Soft Machine – Architects of Space Time

Oggi un post dedicato ad un altro pezzo raro della mia Home Record Collection.

soft machine architects space time Vol. 1 & 2

Pataphysical Introduction to Soft Machine

College de Pataphysique, Ordre de la Grande Gidouille

Organigramma del Collegio di Patafisica e dell’Ordine della Grande Gidouille preso dal sito Patakosmos

La Patafisica è definita dal suo inventore, lo scrittore francese Alfred Jarry, come la

“scienza delle soluzioni immaginarie che accorda simbolicamente ai lineamenti le proprietà degli oggetti descritti per la loro virtualità”.

Anticipando i successivi Teatro dell’assurdo, Dadaismo e Surrealismo, la Patafisica è una corrente culturale che, utilizzando toni ironici ed assurdi, si proponeva di criticare la visione del mondo che abbiamo che spesso è condizionata dalle abitudini.

Jimi Hendrix & Soft Machine – Il Tour Estivo

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Una rarissima foto dei Soft Machine a 4 con Andy Summers
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Proseguiamo il racconto dell’avventura dei Soft Machine negli Stati Uniti come gruppo spalla della Jimi Hendrix Experience.

Arrivati alla fine di aprile del 1968 dopo nove settimane estenuanti di concerti in giro per il paese a bordo di un camioncino, e dopo aver registrato in fretta e furia ai Record Plant Studios di New York quello che sarà il loro primo album, il tour si ferma per un po’.

I Soft Machine tornano in patria ed ingaggiano l’ex chitarrista della Zoot Money’s Big Roll Band: Andy Summers.

Il futuro chitarrista dei Police inizierà una serie di prove con i Soft Machine che, in questo modo, tornano ad essere quartetto. Tra maggio e giugno la nuova formazione si esibirà anche in una manciata di concerti in Inghilterra e negli Stati Uniti (di cui purtroppo non esiste nessuna registrazione) fino a quando i quattro capirono che le cose da un punto di vista musicale non andavano e, la leggenda vuole che sia stato su pressione di Kevin Ayers, i Soft mandano via Summers e tornano nella formazione a tre.

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Un concerto a Detroit dei Soft Machine a 4 senza la Jimi Hendrix Experience

A fine luglio, dopo questa parentesi, il managment decide di rimettere insieme la “carovana” e di ripartire con il tour con la Jimi Hendrix Experience.

Jimi Hendrix & Soft Machine – Il Tour

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Jimi Hendrix Experience & Soft Machine

Foto di gruppo della fine ’67, inizi ’68. Sopra la Jimi Hendrix Experience, sotto Kevin Ayers col basco, Robert Wyatt e Mike Ratledge

 

Dato il grande successo della serie di rapporti tra i Pink Floyd e la scena di Canterbury (che finora ha avuto ben 46 visite di cui 44 mie, una di mio fratello ed una di un amico) ho deciso di iniziare un’altra saga dedicata ai rapporti tra i Soft Machine e Jimi Hendrix.

Hendrix ed i Soft Machine, infatti, hanno condiviso lo stesso managment che li ha fatti conoscere, collaborare diverse volte in studio e fare numerosi concerti assieme tra cui un lungo ed estenuante Tour negli USA nel 1968.

Questo primo post è dedicato proprio a quel tour ormai entrato nella leggenda.

L’incidente di Robert

Siamo arrivati al terzo capitolo del viaggio che ripercorre le collaborazioni tra il gruppo di The Wall ed i gruppi della Scena di Canterbury (qui e qui le puntate precedenti) ed oggi affronteremo un argomento drammatico.

Solidarietà per Robert Wyatt

Robert Wyatt is Smocking

La notte del 1 giugno 1973 la vita di Robert Wyatt, collante della scena di Canterbury nonché uno dei più grandi batteristi della musica Rock-Progressive di sempre, è cambiata radicalmente.

l’UFO Club – Pink Floyd e Soft Machine

Dovendo cercare una foto dei Pink Floyd e dei Soft Machine ai tempi dell’UFO Club da mettere sullo scorso post mi sono imbattuto in una serie di manifesti bellissimi che hanno reso la scelta molto difficile.
Alla fine ho deciso di non metterne neanche uno e di dedicargli un post a parte.

Canterbury Scene for Dummies

Canterbury Scene Dummies scena di canterbury

In genere il primo approccio con la musica dei gruppi di Canterbury è devastante. La reazione dopo aver ascoltato qualcosa è: “ma come si fa ad ascoltare sta roba!”.

Vogliamo fare una prova?

Anche un fagocitatore navigato di musica Prog che fa ascoltare Ummagumma dei Pink Floyd ai figli piccoli per farli addormentare potrebbe restare spiazzato.

Del resto è quello che è successo anche a me. Intorno ai 18 anni ho acquistato per caso una copia di Third dei Soft Machine ma dopo il primo ascolto l’ho abbandonato catalogando per anni la scena di Canterbury nella sezione: monnezza.

Da poco mi ci sono riavvicinato, incuriosito dalle insistenti critiche positive che lo definiscono come uno dei più importanti movimenti della musica di sempre. E dopo una resistenza iniziale ho iniziato a capirne la logica:

La musica dei gruppi canterburiani  deriva dal jazz e dalla musica classica sperimentale e stravolge i canoni della musica rock con i suoi tempi regolari e le sue linee melodiche “cantabili”.  Il risultato è quindi spesso “confusionario” e di difficile ascolto. Ma una volta entrati dentro, però, si capisce che ne è valsa la pena.

Vi ho incuriosito?

Pink Floyd e la Scena di Canterbury

 

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Da fan della prima ora dei Pink Floyd dovendo cercare un punto di partenza per un blog dedicato alla cosiddetta “Scena di Canterbury” la scelta non poteva che ricadere sugli intrecci e sulle connessioni che questi musicisti hanno avuto e continuano ad avere con il gruppo di the Dark Side of the Moon.