Nick Mason’s Productions

Questo post continua la serie dedicata alle connessioni tra i Pink Floyd ed i gruppi della Scena di Canterbury. Se vi interessano le puntate precedenti le trovate nella Site Map del blog.

Le Produzioni di Nick Mason

Fra tutti i membri dei Pink Floyd, il batterista Nick Mason fu quello che più di tutti restò vicino ai suoi “amici di gioventù” della Scena di Canterbury. Oltre alle collaborazioni come musicista già viste nei precedenti post, Nick diede il suo personale contributo anche come produttore realizzando diversi ottimi dischi di musicisti canterburiani.

1974 Rock Bottom di Robert Wyatt

Robert Wyatt Nick Mason Producer Rock Bottom

Considerato unanimamente dalla critica come uno degli album più importanti della storia della musica di sempre (Attenzione!!! quando la critica è così concorde significa che al primo ascolto l’album fa schifo 😉 ).

Il giudizio, secondo me, é influenzato anche dal valore umano del disco e dal momento in cui fu registrato. Ripresosi dalla caduta, Robert Wyatt, storico batterista dei Soft Machine, fu incoraggiato a ritornare in studio di registrazione proprio da Mason che lo sostenne nella realizzazione dell’album. I brani erano già stati abbozzati prima dell’incidente ed avrebbero dovuto costituire il terzo album dei Matching Mole, il gruppo fondato da Wyatt dopo essere uscito dal suo gruppo originario.

Non potendo più suonare la batteria, Wyatt si concentrò sulla voce, le tastiere, la chitarra e le percussioni dando vita ad un album sicuramente più maturo e più intimo.

Rock Bottom uscì il 26 luglio 1974 e fu da subito un successo.

La collaborazione tra Mason e Wyatt andrà oltre il rapporto professionale e proseguirà nel tempo.

Mason sarà il produttore anche di un 45 giri pubblicato da Wyatt nel 1974 (l’m A Believer/Memories), di Sonia, canzone dal sound Reggae contenuta nel successivo album “Ruth is stranger than Richard” e del relativo singolo (Yesterday Man/Sonia).

nick mason producer

Per il lancio di I’m a Believer Wyatt si esibisce anche al Top of the Pops con un cast d’eccezione. Oltre a Mason c’è Richard Sinclair dei Caravan al basso, Andy Summers dei futuri Police alla chitarra acustica (guardatelo al minuto 3:01) e Fred Frith degli Henry Cow alla chitarra e al violino. Fantastico!

 

Nel 1976 Wyatt “ricambiò i favori” cantando nell’album The Hapless Child and Other Inscrutable Stories, disco che Mason stava producendo a Michael Mantler ed Edward Gorey e, soprattutto, prestando la voce nel primo (e sottovalutato) album solista di Mason Fictitious Sports.

1976 Shamal dei Gong

Nick Mason Producer

Anche in questo caso il supporto di Mason arriva in un momento critico per il gruppo.

Daevid Allen e Gilli Smith (fondatori e cuore pulsante del gruppo) agli inizi del 1975 lasciano i Gong, a loro avviso troppo spinti verso il “music Business”.

Rimasti senza guida, il gruppo passò inizialmente nelle mani di Steve Hillage, virtuoso chitarrista con una lunga storia negli Uriel e nei Khan alle spalle, e della sua compagna Miquette Giraudy, per dare un senso di continuità rispetto al passato.

Hillage, però, che ormai si sentiva pronto ad essere un leader, stava registrando il suo primo album solista, l’ottimo Fish Rising, ed aveva già deciso di intraprendere la propria strada fuori dal gruppo. La casa discografica quindi richiamò Pierre Moerlen per ricostruire i nuovi Gong.

In questo contesto di passaggio è stato registrato Shamal e Nick Mason ha voluto dare il suo supporto producendo il disco.

Uscito a febbraio del 1976, Shamal, pur inferiore alla trilogia di Radio Gnome Invisible, è comunque un gran bel disco nonché un crogiolo di stili differenti che denotano già il sopravvento delle idee di Pierre Moerlen, molto più votato al virtuosismo tecnico ed alle sonorità “progressive anni ’80“.

Credits, Pierre Moerlen, Didier Malherbe, nick mason producer, Steve Hillage

Alla fine Steve Hillage fu accreditato come guest ed i Gong del nuovo corso tornano ad esser per gran parte un gruppo francese (erano nati durante l'”esilio” di Daevid Allen a Parigi).

Dopo l’album continua l’emorragia di membri fondatori: Steve Hillage esce definitivamente ed inizia la sua carriera solista; il bassista e cantante Mike Howlett fonda un nuovo gruppo, gli Strontium 90 assieme a Sting, Stewart Copeland, and Andy Summers che costituiranno i proto-Police (su questo e sugli altri progetti alternativi dei Police c’è un post dedicato sul blog); anche il sassofonista Didier Malherbe, membro fondatore del gruppo, dopo qualche tempo lasciò, spianando la strada alla nascita di quelli che passeranno alla storia come Pierre Moerlen’s Gong.

Recentemente è stato pubblicato il bootleg Live in The Sherwood Forest, registrato il 25 novembre 1975, quando ancora quella tra Hillage e Moerlen era una “convivenza alla pari”. Oltre ad essere uno splendido concerto ed una registrazione di ottima qualità, il bootleg è una preziosa documentazione di una fase di passaggio, quella degli Steve Hillage’s Gong. Accanto a brani tratti dall’imminente Shamal, infatti, vengono eseguiti anche Salmon Song ed Aftaglid di Fish Rising, l’album solista di Hillage.

1978 Green e 1979 Open di Steve Hillage

Steve Hillage - Green nick mason producer

Dopo il già citato Fish Rising, registrato con gran parte dei Gong e che riscuote un buon successo di critica e di pubblico, Hillage bissa nel 1976 con L, altro album che lo afferma come una delle realtà più interessanti dell’Inghilterra di fine anni ’70.

Non va altrettanto bene per il successivo Motivation Radio del 1977, vuoi perchè l’album è più commerciale dei precedenti, vuoi perchè le mode musicali stavano abbandonando la musica Progressive per avvincinarsi al Punk, al Reggae ed alla successiva musica elettronica.

[Piccola nota personale: Sono profondamente in disaccordo con chi stronca Motivation Radio. Sebbene sia un disco “easy listening” (che non è per forza un difetto), secondo me è un disco ben fatto che ha superato brillantemente la prova del tempo restando godibilissimo anche oggi a 30 anni di distanza. – a questo disco è dedicato un intero post]

In questo momento di difficoltà ecco tornare l’amico Nick Mason che aiuta Hillage producendo i due dischi successivi Green del 1978 e Open del 1979. Mason suona anche la batteria nei due brani Ley Lines to Glassdom e Getting Better/Palm Trees, entrambe in Green.

In questo caso, però, la vena creativa di Hillage era davvero finita. Dopo un decennio sotto tono il chitarrista rinascerà negli anni ’90 fondando, assieme alla sua inseparabile compagna Miquette Giraudy, il duo ambient e trance System 7  attivo ancora oggi.

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A guardare bene, quindi, l’intervento di Mason come produttore arriva sempre in un momento di difficoltá. E non c’è da meravigliarsi. Nick  Mason è passato alla storia come il Floyd “buono”. Fu lui che durante la registrazione di The Wall e del successivo The Final Cut cercò di mantenere compatto il gruppo e di far coincidere le ormai insanabili divergenze tra Roger Waters e gli altri.

Anche qui Mason, divenuto una star della musica mondiale, si sente quasi in obbligo di aiutare i suoi amici di bevute commercialmente meno fortunati. Ma nel farlo non vuole sentirsi superiore, vuole solo fare della buona musica.

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I Pink Floyd e la Scena di Canterbury – La Saga:

Cap. 1: Il Glissando dei Gong

Cap. 2: In Studio

Cap. 3: L’incidente di Robert

Cap. 4: Le produzioni di Nick Mason

Cap. 5: Gilmour e Wyatt – Le collaborazioni degli anni 2000

Tutto il resto è qui.

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3 Comments

  1. Rispondi

    […] Con lui suonarono alcuni tra i suoi amici più cari: Hugh Hopper, amico di sempre, Dave Stewart, tastierista degli Hatfield and the North, Mike Oldfield (si proprio quello di “Tubular Bells” e di “Moonlight Shadow” – spero un giorno di poter raccontare cosa ci faceva lí) ed il batterista dei Pink Floyd Nick Mason, altro amico quasi fraterno (i due faranno molte altre cose insieme). […]

  2. Rispondi

    […] North. Mentre suona con gli Hatfield ha il tempo di suonare in un altro capolavoro dell’epoca “Rock Bottom” di Robert Wyatt. Nel ’76 fonda un suo gruppo “Sinclair and the South” per poi passare […]

  3. Rispondi

    […] Ad eccezione della prima canzone, l’album è cantato interamente da Robert Wyatt che in questo modo ha voluto ringraziare Mason delle attenzioni a lui rivolte nei suoi momenti i difficoltà (se ne parla anche qui). […]

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